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Come comportarsi con un cane aggressivo

comportamento cani

I cani, per natura, non sono aggressivi, dunque se un cane ha un atteggiamento aggressivo nei nostri confronti o in quelli di estranei, bisogna capire il perché. Non esistono cani aggressivi come non esistono razze “cattive”. Esistono solo padroni incapaci e, a volte, dei veri e propri criminali che inculcano nel cane un carattere aggressivo per scopi difensivi, se non peggiori. Se però non riuscite a capire perché il vostro cane comincia ad avere atteggiamenti poco docili, forse la nostra guida può venirvi incontro.

Prima di tutto bisogna definire cosa sia un comportamento aggressivo. Un cane è definito “aggressivo” quando ringhia ad un essere umano, scatta direttamente verso una persona, graffia o morde senza un’apparente ragione. Di solito il suo è un atteggiamento difensivo, sia nei confronti di se stesso che del suo territorio e del suo padrone. Se l’atteggiamento comincia a diventare problematico, è bene portare il cane dal veterinario per cercare di capire cosa gli causa tanto disagio. Il cane sarà più propenso a farsi visitare in ambulatorio perché se il veterinario viene in casa, il comportamento del cane potrebbe anche essere peggiore perché i cani tendono ad essere più aggressivi nel loro territorio.

Nell’eventualità è possibile anche consultare un comportamentista, indicato anche dallo stesso veterinario, se non ci sono malattie sottostanti ma solo problemi di carattere. La visita del veterinario infatti può rivelare alcune condizioni mediche di cui il padrone può non accorgersi. Per esempio può esserci qualche problema al collo, il che lo rende aggressivo quando gli si mette il guinzaglio o lo si strattona. Quando invece si va a colloquio con un comportamentista verranno poste una serie di domande per cercare di inquadrare come il cane vive e quali sono i comportamenti socialmente non accettabili. In particolare può aiutare indicare se c’è una causa scatenante dell’aggressività, ogni quanto spesso si verifica, contro chi è diretto l’atteggiamento, i comportamenti specifici e la postura del cane. Anche una registrazione video può essere di grande aiuto.

Cause dell’aggressività nel cane

Il comportamentista valuterà prima di tutto una serie di fattori come:

  • predisposizione genetica
  • esperienze precedenti (ad esempio se il cane ha subito maltrattamenti)
  • età
  • sesso
  • dimensioni
  • stato ormonale
  • stato fisiologico
  • stimoli esterni.

A questo punto valuterà il cane in base ad una classificazione standard così realizzata:

  • Aggressione per dominanza: l’aggressione è diretta verso uno o più membri della famiglia, o verso altri animali domestici. In questo caso il cane tenta di mostrarsi come capobranco e considera gli umani parte del suo branco;
  • Aggressione territoriale: diretta verso animali o persone all’esterno del suo territorio; lo fa per difendere la sua “casa” e significa che considera il padrone come un suo pari nel branco;
  • Aggressione inter-maschile: l’aggressione è legata a dispute territoriali con altri maschi, anche se sono umani. Può capitare anche tra femmine;
  • Aggressività predatoria: diretta verso qualsiasi cosa il cane consideri una preda, di solito un’altra specie, tipico atteggiamento delle aggressioni verso oggetti che si spostano in maniera rapida come biciclette e automobili;
  • Aggressione indotta dal dolore: si verifica quando una persona tocca una zona del corpo che duole;
  • Aggressione indotta dalla paura: verso altri animali o esseri umani, è legata a precedenti esperienze traumatiche di maltrattamenti, capita spesso in comportamenti aggressivi contro i bambini che inconsciamente effettuano un movimento che spaventa il cane;
  • Aggressività materna: diretta di solito verso un’altra cagna sia in caso di gravidanza che di falsa gravidanza;
  • Aggressione reindirizzata: si verifica contro un altro cane aggressivo, come risposta al comportamento considerato pericoloso. In questo caso l’aggressività può riversarsi anche sul suo stesso proprietario che lo strattona per portarlo via.

Terapia comportamentale

Se non ci sono cause mediche sottostanti, più semplici da curare, bisogna passare alla terapia comportamentale. Non esiste una terapia infallibile e universale ma ogni caso dev’essere valutato singolarmente. Possono infatti volerci dei medicinali, la sterilizzazione, cambiamenti nelle abitudini della passeggiata o altre. Finché non si riesce a far intervenire un comportamentista è consigliabile usare una museruola per evitare di restare feriti. Non tentare la strada delle punizioni fisiche perché possono soltanto peggiorare la situazione. Altri consigli possono essere tenere lontani i bambini dal cane aggressivo, chiudere il cane in una stanza quando ci sono degli ospiti in casa, separare il cane aggressivo da altri eventuali animali domestici, rimuovere oggetti che possono scatenare l’aggressività del cane come oggetti in pelle grezza o ossa. Se i cani stanno “combattendo” tra di loro, non mettetevi in mezzo o rischiate di rimanere feriti. Meglio separarli gettando loro addosso una coperta o con uno spruzzo d’acqua.

Anche dopo che la terapia comportamentale con un professionista è andata a buon fine, non si può pensare che il cane sia guarito al 100%. Il comportamento aggressivo può ritornare, specialmente se si ripresentano le cause scatenanti originali.

Fonte: Petplace
Foto: Sxc

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