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Guerra in Crimea, Obama svela la strategia anti-Putin

obama contro putin

Se la Russia invadesse l’Ucraina non scoppierebbe  la guerra, ma verrebbero presi seri provvedimenti nei confronti della Russia stessa. Musica e parole sono di Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, che le sta tentando tutte per salvare capre e cavoli, ovvero evitare sia la guerra che l’invasione militare della Russia in un Paese, l’Ucraina, che in pochi giorni si è sollevato e rimosso il suo Premier accusato di essere eccessivamente filo-russo.

Il primo attacco Obama lo ha portato dal punto di vista economico, escludendo di fatto la Russia dal G8. Il presidente americano non può prendere questo provvedimento da solo, e anzi secondo Putin non si può affatto pretendere che una delle economie più forti del mondo lasci l’incontro degli otto grandi, eppure pare che debba essere proprio così. Anche il Premier Renzi sembra d’accordo con il suo omologo americano, ed ha invitato i leader mondiali ad incontrarsi a Firenze per il prossimo G7. Un G7 che, presumibilmente, vede fuori proprio i russi.

Il secondo attacco invece è avvenuto questa notte dal punto di vista strategico. La Russia, si sa, tiene in mano l’Europa, ed in particolare l’Italia, grazie alle sue forniture di gas che passano proprio dall’Ucraina. L’Italia si rifornisce anche attraverso altri canali, ma per la maggior parte il gas che arriva nel nostro Paese parla russo. Per questo Obama ha autorizzato l’esportazione del primo degli otto silos che trasporteranno in Europa il gas in forma liquida in modo da rimpinguare le riserve e, casomai la tensione dovesse durare per tutta l’estate ed arrivare fino al prossimo inverno, non lasciarci senza scorte.

Il provvedimento di Obama si è reso necessario dopo che negli ultimi due giorni i russi hanno ammassato armate al confine tra Crimea e il resto dell’Ucraina, ma anche al confine con la Moldavia, facendo pensare ad un blitz imminente che ri-annetterebbe due degli Stati dell’ex Unione Sovietica. Putin continua a dire che non invaderà alcun Paese, ma il comandante della Nato Breedlove ha dichiarato che il presidente russo non è credibile, già una volta in passato ha mentito (sulla Georgia, ndr) e quindi adesso non gli si può più credere.

L’ultima mossa degli States è di “esportare la tecnica” dello shale gas, una tecnica per recuperare il gas dal sottosuolo, piuttosto inquinante ma anche efficace, che ha risolto i problemi energetici negli Stati Uniti e che è già adottata in Gran Bretagna. Il resto d’Europa, visto l’alto tasso di inquinamento del cosiddetto fracking, lo ha già respinto, ma nel caso di tensioni con la Russia, sembra che questa possa essere la soluzione più rapida ed economica per evitare di rimanere al freddo durante il prossimo inverno.

Il pugno duro di Mosca comunque è destinato è durare ben poco. La Russia infatti è chiaramente isolata nella sua azione. La Cina, l’alleato degli ultimi decenni, l’ha di fatto abbandonata, un po’ per una questione di opportunità (ora che la Cina si sta aprendo al mondo fa bene a tenersi amici i Paesi Occidentali), un po’ per una questione politica perché se riconoscesse il referendum di secessione della Crimea, creerebbe un precedente pericoloso dato che anche in casa sua il Tibet minaccia di seguire la stessa strada. Per questo, alleandosi con Stati Uniti ed Europa, la Cina preferisce mantenere tutto così com’è oggi e sperare che la bolla russa si sgonfi il prima possibile.

Foto: Wikipedia

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