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Inquinamento delle acque, Italia peggiore in Europa

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L’emergenza dell’acqua contaminata dall’arsenico a Roma, un dramma che va avanti da parecchi anni, ha portato Legambiente a cercare di capire se la situazione fosse preoccupante solo nella Capitale o anche altrove, e com’è la situazione italiana rispetto a quella dell’Unione Europea. Così, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, tenutasi il 22 marzo scorso, è stato presentato un report per nulla incoraggiante che dice essenzialmente una cosa: l’Italia ha l’acqua peggiore d’Europa. Almeno considerando i Paesi Occidentali.

Considerando gli 8 metalli pesanti più pericolosi per la salute umana, l’Italia “primeggia” in ben 4 casi: arsenico, cadmio, nickel e mercurio. I livelli riscontrati sono pericolosi sia per l’ambiente che soprattutto per l’uomo perché se ingeriti, essendo tossici, possono provocare diverse disfunzioni e malattie, compresi i tumori. In totale, secondo il report di Legambiente, nelle acque italiane sono presenti 140 tonnellate di metalli pesanti, per la maggior parte zinco, nickel e cromo, ma anche mercurio, piombo, rame, cadmio ed il famoso arsenico.

Ma non finisce qui. La pericolosità delle acque italiane si misura anche in base alle sostanze organiche pericolose, cioè quelle che non sono metalli ma sono ugualmente pericolose per la salute umana come l’antracene, il benzene, i nonifenoli e gli idrocarburi policiclici aromatici, meglio conosciuti come Ipa. Proprio i nonifenoli ad esempio, sono presenti in maniera inquietante: il 60% della quantità di tutta Europa è presente in Italia. Lo stesso dicasi per gli Ipa: il 39% di tutta Europa.

Ma quali sono le fonti di tale inquinamento? In questi casi si pensa spesso alle persone che buttano i rifiuti nei fiumi, ma non è così. O meglio, non è solo questo. La principale causa dell’inquinamento delle acque sono le centrali a carbone (che poi sono anche il principale emettitore di inquinanti nell’aria). Proprio queste sostanze tossiche, insieme alle acque reflue delle centrali, finiscono sul terreno, vanno ad intaccare le falde acquifere, ed inquinano i corsi d’acqua anche a chilometri e chilometri di distanza dalla centrale. Poi ci sono anche gli scarichi industriali che fanno la loro parte di certo non indifferente, ed infine va considerata la cementificazione che contribuisce a gettare altri metalli in acqua. Le leggi europee per la tutela delle acque esistono, conclude Legambiente, ma come sempre in Italia vengono rispettate solo in parte.

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