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Lavoro: apprendistato e contratti a termine, tutte le novità in vigore

lavori in corso

A partire da ieri è entrata in vigore la nuova legge sul lavoro. Tralasciando al momento tutte le questioni riguardanti fiscalità, retribuzioni e aspetti normativi riguardanti le imprese, ci soffermiamo invece sui due aspetti che più interessano i lavoratori: la tipologia di contratti. Con il nuovo dl lavoro stipulato dal Ministro Poletti e dal Premier Matteo Renzi cambiano radicalmente le modalità di assunzione con i contratti a termine e con l’apprendistato. In sostanza si cerca di ridurre il precariato apportando aggiustamenti alla riforma Fornero che aveva risolto alcuni problemi per crearne altri. Vediamo tutte le novità.

Nuovi contratti a termine

Qui c’è la vera rivoluzione del cosiddetto Jobs Act. Con la vecchia legge una persona poteva essere assunta a tempo determinato al massimo per un anno senza causale (senza cioè costringere il datore di lavoro a scrivere nel contratto il perché assumeva a tempo limitato la risorsa), oppure fino a 3 anni con causale. Inoltre, alla scadenza dei tre anni, il contratto poteva essere o trasformato in tempo indeterminato, oppure rinnovato in determinato ma con 10 o 20 giorni, a seconda del caso, di pausa. Inoltre il rinnovo poteva avvenire solo una volta.

Con la nuova legge prima di tutto cade la causalità (non c’è bisogno di scrivere la motivazione anche nei contratti di 3 anni), il rinnovo non prevede i 20 giorni di stop, e soprattutto il contratto può essere rinnovato per ben 8 volte. Per evitare però che il lavoratore resti precario per 24 anni, la legge obbliga l’impresa ad assumere con contratti a termine al massimo fino al 20% del personale. Ciò significa che un’impresa con 5 dipendenti può avere al massimo un precario; una con 15 dipendenti ne può avere al massimo 3, una con 100 al massimo 20 e così via. D’ora in avanti, prima di sottoporre ad un contratto a tempo indeterminato un lavoratore, esso passerà attraverso questo contratto a tempo determinato, a meno che non ci siano disposizioni diverse volontarie da parte dell’azienda.

Nuovo apprendistato

Meno novità ma significative sull’apprendistato. La novità sta nel fatto che se un’azienda vuole assumere un altro apprendista (che gli costa molto meno di un lavoratore normale) può farlo liberamente solo nella prima tornata (per esempio ne assume 3 tutti insieme). Dalla successiva potrà prendere un apprendista solo se almeno il 30% degli apprendisti precedenti è stato assunto, cioè almeno uno dei tre precedenti viene assunto (oppure 3 su 10, 15 su 50, ecc.). Questa novità serve per rendere reale l’apprendistato, cioè un processo che serve per apprendere il lavoro con finalità di assunzione, e non solo per avere manodopera a basso costo.

Altra novità è che le aziende, se assumono un apprendista, prima erano obbligate a formarlo non solo sul lavoro, ma anche con dei corsi che possono essere regionali o, se la Regione non ne organizza, realizzati ad hoc; adesso l’obbligatorietà è diventata una possibilità facoltativa. E siamo sicuri che nessuno li seguirà.

Foto: Sxc

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