Home / Attualità / Politica / Piano Cottarelli: tutti i tagli del Governo Renzi

Piano Cottarelli: tutti i tagli del Governo Renzi

piano cottarelli

È trapelata la famosa lista di tagli denominata “piano Cottarelli” dal nome del commissario nominato da Matteo Renzi, incaricato di trovare 7 miliardi di euro per quest’anno, 18 per il prossimo e quasi 34 per il 2016 per trovare le risorse da destinare al rilancio dell’economia e per uscire dalla crisi. Come tutte le manovre fatte in passato, anche questa sarà, come si dice, “lacrime e sangue”, solo che stavolta a versarle sarà lo Stato dato che non sono previste nuove tasse. Anzi, un po’ di soldi entreranno nelle tasche degli italiani come i famosi 80 euro in più in busta paga.

Il piano si divide in 5 punti chiave: efficientamento diretto (cioè rendere più efficienti le spese che già avvengono), riorganizzazioni (che comprendono tagli agli enti inutili), costi della politica, riduzione dei trasferimenti inefficienti (altri tagli alle spese inutili) e soprattutto le spese settoriali tra le quali rientrano le spesso inutili spese per la difesa come gli F35. Ma andiamo a vedere nel dettaglio.

La sforbiciata maggiore, Napolitano permettendo, arriverà proprio per quanto riguarda l’esercito. Entro la fine di quest’anno infatti Renzi spera di guadagnare dal taglio delle spese militari circa 100 milioni di euro che diventeranno 1,8 miliardi il prossimo anno e 2,5 miliardi in quello successivo. La spesa più grande è sugli aerei, l’obiettivo è di acquistarne la metà rispetto alle previsioni, ovvero 45 su 90, tagliando gli F35 che, a detta degli stessi americani che li costruiscono, sono difettosi. Ma verranno tagliati anche il Forza Nec, un sistema di interconnessione tra i militari in missione, sospeso per passare ad un piano più ampio realizzato insieme agli altri Paesi europei. Inoltre ci saranno anche le dismissioni, cioè la vendita di alcuni “gioielli” molto costosi come la portaerei Garibaldi, ormai superata, elicotteri ed altri mezzi di soccorso.

Nel piano da 2,2 miliardi di quest’anno delle spese settoriali ci sono anche 1,4 miliardi da recuperare sulle pensioni d’oro, ma su questo punto Renzi ha già detto che per adesso viene sospeso (forse le elezioni alle porte sconsigliano di toccare le pensioni); un taglio alla Sanità da 300 milioni e alle pensioni non di anzianità come quelle per gli invalidi, i reduci di guerra e la reversibilità. Tutte queste non verranno tagliate del tutto ma soltanto diminuite. Gli effetti dell’indicizzazione delle pensioni (come ad esempio la parità di età tra uomo e donna per accedere alla pensione) dovrebbero vedersi invece a partire dall’anno prossimo e valere circa mezzo miliardo per il 2015 ed un miliardo e mezzo per il 2016.

Tra i provvedimenti che dovrebbero portare più soldi in casa ci sono il taglio dei beni e servizi dello Stato, praticamente il taglio degli sprechi, il taglio degli stipendi ai dirigenti statali (circa mezzo miliardo di euro), taglio ai Ministeri, quello ai costi della politica e lo stop ai finanziamenti a pioggia per le partecipate statali per circa 2 miliardi, tutto compreso. In tre anni Renzi dovrebbe recupeare in questo modo circa 60 miliardi di euro. Sembra fantascienza, ma noi ce lo auguriamo.

Foto: Photl

Potrebbe interessarti anche:

Fratelli d'Italia

Fratelli d’Italia: il programma elettorale 2018 della Meloni

Dalla famiglia all'immigrazione, dal lavoro al welfare, i punti principali del programma di Fratelli d'Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.