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Spending review 2014, dove Renzi troverà i soldi per le riforme

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Riforme riforme riforme. Solo di questo parla Matteo Renzi da quando, nell’ultimo anno, ha prima intravisto la possibilità di diventare Presidente del Consiglio e poi ha effettivamente assunto questa carica. Come abbiamo visto nei precedenti articoli, tra riforma del lavoro, pensioni, finanziamenti e aiuti vari, le idee non sono poche e sono apprezzabili, ma il problema come sempre è: dove trovare i soldi? Ieri è stato presentato il piano di spending review realizzato dal commissario Cottarelli che dovrebbe servire per trovare 10 miliardi subito e poi nuove risorse anche per i prossimi anni. Andiamo a vedere dove verranno presi questi fondi.

Va subito detto che per il 2014 buona parte di questi 10 miliardi arriveranno dai provvedimenti una tantum, cioè provvedimenti che si possono prendere una volta e basta come la vendita di beni dello Stato, e non da riforme strutturali, cioè che portano soldi tutti gli anni. Dal 2015 al 2018 invece le riforme strutturali dovrebbero prendere sempre più il sopravvento. Una di queste riguarda il contributo di solidarietà per le pensioni. L’idea è di far pagare al 15% delle pensioni d’oro, quelle cioè sopra una certa soglia molto alta (la cifra precisa non è ancora stata stabilita, ma verosimilmente dovrebbe aggirarsi dai circa 100 mila euro annui in su), un contributo di solidarietà, ovvero una tassa che andrebbe a coprire i mancati introiti delle agevolazioni per le assunzioni dei giovani.

I provvedimenti una tantum per il 2014 che servirebbero a coprire i circa 1000 euro annui promessi da Renzi in busta paga ed anche il taglio dell’Irap alle imprese riguardano soprattutto la vendita di beni mobili e immobili dello Stato. Ha fatto scalpore quella specie di televendita per quanto riguarda le 150 auto blu messe all’asta su eBay, ma certamente non sarà questo l’unico provvedimento. Le auto blu diventeranno al massimo 5 per ogni Ministero. Verranno venduti o dismessi alcuni enti inutili o inutilizzati come il Cnel, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, mentre per gli organi che rimangono a libro paga dello Stato, verranno riviste le spese e tagliate con una razionalizzazione maggiore. Insomma basta soldi a pioggia, verranno pagate solo le funzioni che servono. Per questo verranno tagliati anche tanti dirigenti statali super pagati che verranno anche valutati in base ad una serie di parametri e le loro cariche non dureranno a vita, o quasi, ma ruoteranno come accade nel settore privato.

Altro provvedimento che entrerà subito in vigore è la revisione del contratto sui famosi, o per meglio dire famigerati, F-35. Gli aerei da guerra (che secondo gli americani stessi che li hanno costruiti non funzionano), costano troppo e sono inutili. Disdire completamente la commessa è difficile, anche perché buona parte è già stata pagata, ma almeno si tenterà di ridurre il numero degli aerei acquistati dall’Italia, in modo da ridurre l’esborso di qualche centinaio di milioni, o anche qualche miliardo perché no.

Verranno applicati tagli anche alle sedi della Rai e delle altre società partecipate dallo Stato, e ci sarà anche una razionalizzazione per quanto riguarda le forze dell’ordine. Questo punto non è stato spiegato apertamente da Cottarelli, ma si parla di “sinergie tra corpi di polizia”, probabilmente si tratta di eliminare tutti i vari reparti coordinamento per realizzarne uno unico che poi smista le varie funzioni (una specie di 911 americano). Senza dimenticare infine l’eliminazione del Senato che, con i costi di gestione e gli stipendi di oltre trecento senatori a legislatura, con tanto di rimborsi, diarie, ecc., porterà a risparmiare fior di milioni.

Secondo i piani di Renzi con questi ed altri tagli si dovrebbero racimolare una decina di miliardi nel 2014, 18 miliardi nel 2015 e ben 36 nel 2016. Ci riuscirà? Noi glielo auguriamo vivamente.

Foto: Photl

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