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Elezioni europee 2014, come si schierano i partiti italiani

bruxelles

Dal 22 al 25 maggio prossimi l’Italia e gli altri Paesi europei saranno chiamati ad esprimersi per rinnovare il Parlamento Europeo. La composizione del Parlamento è decisa a suffragio diretto, cioè sono i cittadini che andranno a votare scegliendo un partito piuttosto che un altro. Questa scelta però ingenera un po’ di confusione nell’elettore medio italiano perché, anche se sulla scheda elettorale troverà i simboli dei partiti di casa nostra, poi vedrà entrare in Parlamento uno dei 14 partiti che costellano lo scenario della politica comunitaria.

Dunque chi e come votare? Per evitare la dispersione dei voti i vari partiti italiani si stanno schierando con i grandi partiti europei che praticano politiche quanto più vicine al loro stile. Ancora non tutti gli schieramenti sono apertamente dichiarati, ma per la gran parte sono stabiliti. Questa è la corrispondenza con i principali partiti italiani alle prossime elezioni europee:

Il Partito Democratico si è schierato con il Partito dei Socialisti Europei, uno schieramento che comprende anche i laburisti britannici e che ha come principi fondamentali quelli dell’eguaglianza, solidarietà e giustizia sociale. Il candidato Premier sarà l’acerrimo nemico di Berlusconi, ovvero il tedesco Martin Schulz.

A destra invece Forza Italia non può che schierarsi con il PPE o Partito Popolare Europeo. Si tratta del partito che in Italia definiremmo di Centro-Destra, cioè quello che ha come valori quello della prosperità economica, della trasparenza e della responsabilità, e che basa tutto sull’autonomia di mercato. Il candidato alla presidenda è Jean Claude Juncker, lussemburghese, ex Governatore della Banca Mondiale, dell’FMI e della BERS. Nel Partito Popolare Europeo confluiscono anche il Nuovo Centro-Destra di Alfano ed il Sudtiroler Volkspartei. Molto probabilmente potrebbero rientrare in questo gruppo anche i Fratelli d’Italia, ma questi ancora non si sono espressi dato che sono indecisi se far parte del PPE, del gruppo dei cosiddetti “non iscritti” (una specie di gruppo misto), o di uno dei gruppi di estrema destra come l’Alleanza Europea per la Libertà guidato da Marine Le Pen o l’Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali.

Tra gli schieramenti più estremi invece Sinistra Ecologia e Libertà si schiera con il Partito della Sinistra Europea, un movimento che racchiude tutti i movimenti sociali e i sindacati che non sarebbe completamente sbagliato definire il “figlio” del Partito Comunista. Qui il candidato Premier è il “Renzi di Grecia”, ovvero il trentanovenne Tspiras.

La Lega Nord infine si schiererà con EFD o Europa della Libertà e della Democrazia, uno dei pochi partiti che riconosce i partiti regionali, com’è la Lega appunto, il quale si oppone al controllo sovranazionale e centralizzato. EFD non esprime un candidato ma si allea con il partito della Le Pen.

Abbiamo tenuto per ultimo il Movimento 5 Stelle perché, nonostante garantisca un numero non indifferente di seggi, ancora non si è schierato con nessun partito. Potrebbe essere l’ago della bilancia nello scacchiere europeo, ma va detto che potrebbe scegliere di fare come in Italia, ovvero non appartenere a nessuna coalizione. Per questo, almeno al momento, lo possiamo inserire tra i non schierati, anche se sul blog di Grillo il dibattito è acceso e fino alla fine il M5S potrebbe decidere di entrare in una coalizione.

Foto: Francisco Antunes su Flickr

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