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Assegno di disoccupazione, come funziona negli altri Paesi europei

assegno di disoccupazione

Da alcuni anni in Italia si è aperto il dibattito sul reddito di cittadinanza che dovrebbe sostituire l’indennità di disoccupazione anche nel nostro Paese. Come abbiamo visto in un precedente articolo, il reddito di cittadinanza esiste in quasi tutta Europa, tranne che in Italia e Grecia, mentre la disoccupazione è presente dappertutto, anche da noi. Con una sola differenza: mentre all’estero sono protetti tutti, in Italia ne hanno diritto solo i lavoratori a tempo indeterminato. Insomma oggi o hai tutti i diritti (comprese ferie, scatti di anzianità e così via), o non ne hai nessuno.

Il Premier Renzi, nel suo Jobs Act, ha previsto un sussidio di disoccupazione anche per i circa 300 mila lavoratori precari che ogni anno perdono il posto di lavoro. Nell’attesa che si apra il dibattito su questo punto, si spera quando i partiti finiranno di litigare sulla legge elettorale, si dovranno prendere provvedimenti in tal senso. Vediamo all’estero come fanno già oggi.

Germania: la Germania è l’unico Paese europeo che prevede una copertura per la disoccupazione anche per gli autonomi. Per poterla ottenere bisogna iscriversi ad un’agenzia per il lavoro, essere impegnato nella ricerca del lavoro, dare la disponibilità a lavorare per almeno 15 ore a settimana e aver lavorato per almeno 12 mesi negli ultimi 2 anni. L’assegno equivale al 67% dell’ultima retribuzione per chi ha dei figli, al 60% per chi non ne ha. La durata minima è di 6 mesi, al massimo 2 anni per gli over 58 con almeno 48 mesi di anzianità contributiva.

Danimarca: la Danimarca è il Paese che lascia più scelta ai cittadini. L’assegno di disoccupazione si può ottenere solo se si è stipulata un’assicurazione che, a differenza degli altri, è volontaria. Il sussidio varia a seconda del reddito e per poterlo ottenere bisogna aver lavorato almeno 52 settimane negli ultimi 3 anni. L’assegno massimo può arrivare a 107 euro al giorno e può durare 2 anni.

Grecia: persino nella disastrata Grecia sono previste le indennità di disoccupazione. Qui la copertura deriva da un’assicurazione obbligatoria a cui sono tenuti tutti i lavoratori, di ogni genere, tranne gli autonomi. In caso si perda il lavoro, si ottiene un assegno di 360 euro più un incremento del 10% per ogni eventuale figlio a carico. I requisiti per ottenerlo sono: non essere disoccupato volontario (cioè non essersi dimesso), cercare attivamente un lavoro, iscrivendosi agli uffici per l’impiego e partecipando alle attività proposte, aver lavorato per 125 giorni complessivamente negli ultimi 14 mesi, oppure 200 giorni negli ultimi 2 anni. L’indennità dura un anno, più un ulteriore anno per chi ha un’anzianità contributiva superiore ai 4050 giorni, e si perde l’assegno se si rifiutano 3 proposte di lavoro.

Spagna: anche qui la contribuzione a livello assicurativo è obbligatoria. I requisiti sono molto simili a quelli della Grecia, con una ncessità però di aver lavorato per almeno 360 giorni nei 6 anni precedenti. L’assegno è il 70% del reddito di riferimento per i primi 6 mesi e 50% per tutto il resto. Si riceve l’assegno da un minimo di 4 mesi ad un massimo di 2 anni con l’anzianità contributiva di almeno 2160 giorni.

Olanda: come sopra in tutto tranne che nell’anzianità retributiva (26 settimane di lavoro nelle ultime 36). L’assegno è il 75% dell’ultima paga per 6 mesi che diventa 70% per quelli successivi, per un massimo totale di 38 mesi. Se però vengono meno alcuni dei requisiti (come il rifiuto di un’offerta o la non ricerca del lavoro) si può subire, oltre alla decurtazione dell’assegno, anche una multa.

Francia: anche in Francia l’indennità di ritorno al lavoro (questo il nome assegnatogli) è coperta da un’assicurazione obbligatoria. I requisiti sono gli stessi di prima, con la differenza dell’obbligo di aver lavorato per almeno 4 mesi negli ultimi 28. La retribuzione è il 75% dell’ultima di riferimento e va da un minimo di 4 mesi ad un massimo di 2 anni che diventano 3 per gli over 50. Comprende anche gli apprendisti.

Bulgaria: persino in Bulgaria chiunque, compresi i dirigenti, tranne gli autonomi, è coperto in caso di disoccupazione. Tra i requisiti ci sono 9 mesi di anzianità contributiva obbligatoria durante gli ultimi 15 e si ottiene il 60% dell’ultimo stipendio da un minimo di 4 mesi ad un massimo di 12.

Polonia: qui l’assicurazione contro la disoccupazione è obbligatoria solo se si ottiene un salario pari o superiore al minimo nazionale. Bisogna aver lavorato per 365 giorni negli ultimi 18 mesi e l’assegno ammonta a 195 euro al mese per i primi 3 mesi e 153 per i successivi, da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 12.

Gran Bretagna: in UK l’assicurazione contro la disoccupazione è finanziata dai contributi sociali. I requisiti sono gli stessi di cui sopra, ma non c’è un minimo di contributi da versare per potervi accedere. L’assegno ammonta ad 87 euro a settimana dai 16 ai 24 anni e a 69 euro a settimana dai 25 anni in su. Al massimo il sussidio può durare 182 giorni.

Italia: e da noi? Da noi sono coperti solo gli assunti a tempo indeterminato, oppure il personale artistico, teatrale e cinematografico. Per poter ottenere il sussidio bisogna aver lavorato 2 anni e almeno per 52 settimane negli ultimi due anni. L’assegno ammonta al 75% della retribuzione più un piccolo bonus per i primi 6 mesi, e dura fino a 12 mesi sotto i 55 anni e 18 mesi sopra. I precari possono invece ottenere il sussidio di disoccupazione soltanto se aderiscono ad un’assicurazione, chiamata mini-Aspi, e versano contributi volontari per almeno 13 settimane.

Fonte: Il Sole 24 Ore
Foto: Photl

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