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Cannabis legale in Italia, ma solo per uso terapeutico

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Quella di ieri è stata una giornata storica per l’Italia. Dopo decenni di opposizione bigotta, è stato fatto un passo in avanti verso la legalizzazione della Cannabis e dei suoi derivati. Il Governo Renzi ha fatto in modo che l’utilizzo dei cannabinoidi, almeno per scopo terapeutico, diventasse legale. La decisione si può definire storica in quanto per decenni in Italia la legge, e i suoi sostenitori, si opponeva a qualsiasi utilizzo di questa pianta perché considerata una droga. Paradossalmente la morfina e gli altri antidolorifici andavano bene, ma i cannabinoidi no.

Ma in pieno dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere, autorizzarne l’uso per scopi terapeutici è risultato un po’ per tutti il minimo sindacale come base da cui partire per le discussioni, e allora è entrata in vigore. Persino il più “fondamentalista” del Parlamento, da questo punto di vista, ovvero Carlo Giovanardi, il più forte oppositore alla legalizzazione della marijuana, ha affermato che almeno a scopo terapeutico l’utilizzo della Cannabis è accettabile.

A dire il vero il provvedimento di ieri non è stata una legge ad hoc, ma una mancata presa di posizione. Il 4 gennaio scorso la Regione Abruzzo aveva legiferato che questi prodotti potevano essere utilizzati in Italia sotto forma di farmaci e per i cosiddetti “preparati galenici magistrali” a scopo terapeutico. In pratica autorizzava i medici a prescrivere farmaci fino a poco tempo fa illegali. In passato anche altre Regioni avevano legiferato in questo senso, ma furono sempre ostacolate dai Governi del momento che impugnavano ogni singola legge regionale. Questa volta però il Governo Renzi ha deciso di non fare nulla e così la legge resta in vigore ed ora tutte le Regioni potranno seguirla.

La Cannabis ad uso terapeutico non significa però che è legale vendere marijuana, hashish e gli altri derivati. Secondo la legge infatti diventa legale solo

in ambito ospedaliero o in strutture ad esso assimilabile, o in ambito domiciliare. I medicinali cannabinoidi sono acquistati dalla farmacia ospedaliera o dall’azienda sanitaria di appartenenza dell’assistito e posti a carico del Ssr qualora l’inizio del trattamento avvenga nelle strutture ospedaliere o in quelle alle stesse assimilabili, anche nel caso del prolungamento della cura dopo la dimissione.

Tradotto significa che questo genere di medicinali sono sì legali e pure gratuiti (a carico delle Regioni), ma possono essere acquistati solo dietro ricetta medica e con il controllo costante del medico curante anche dopo le dimissioni dall’ospedale. Difficile dire se questo sia il primo passo verso la legalizzazione delle droghe leggere, certamente è un passo verso la civiltà.

Foto: Photl

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