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Cosa sono gli Eurobond? E a cosa servono?

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Da qualche mese a questa parte abbiamo sentito spesso nominare gli Eurobond. Il contesto è quello dell’uscita dal pantano dalla crisi europea e questo misterioso strumento sembrerebbe essere, a detta della maggior parte dei politici, sia di destra che parte della sinistra, compreso persino il Movimento 5 Stelle, la soluzione a tutti i mali. Ovviamente non è la sola ricetta per guarire dalla crisi, ma secondo i suoi ideatori potrebbe creare le condizioni per ridare un po’ di fiato ad aziende e cittadini. Ma cosa sogno gli Eurobond?

Il bond sono titoli di Stato, quindi Eurobond significa titoli di Stato Europei. È come quando l’Italia emette i bot e gli altri titoli, solo che stavolta non sarebbe un singolo Stato a pagare la restituzione con gli interessi, ma la Comunità Europea. I titoli di Stato servono appunto alle singole nazioni per auto-finanziarsi. Ad esempio se l’Italia emette un miliardo di Bot, lo fa perché utilizza quel miliardo di euro per finanziare politiche che, si spera, possano produrre ricchezza. Chi acquista questi Bot poi riceverà, alla scadenza, il rimborso della somma versata più gli interessi.

Lo strumento dell’Eurobond risolverebbe il problema di molti Paesi disastrati economicamente (Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo ed anche in parte l’Italia) in quanto entrerebbero somme elevatissime che loro singolarmente non si sognerebbero nemmeno. E allora, direte voi, perché ancora non sono stati fatti? Il motivo è che qualcuno poi dovrà aprire il portafoglio per rimborsare gli Eurobond a scadenza, e siccome questi Paesi non ce la fanno, l’onere del pagamento dovrebbero accollarselo i grandi Stati ricchi. In sostanza stiamo parlando della Germania. Non a caso è proprio la Germania ad opporsi all’avvio degli Eurobond perché sarebbe come se i contribuenti tedeschi finanziassero le politiche di ripresa della Grecia e degli altri Paesi in difficoltà.

Al momento in Europa la situazione è ferma, ma vista la crisi economica che ne frena la crescita, qualcosa dovrà pur cambiare. Le possibilità sono due: lasciare tutto così, con possibili conseguenze devastanti tra le quali la più probabile è l’uscita dall’euro di alcune nazioni, in particolare quelle del Mediterraneo e dunque anche dell’Italia, oppure la nascita di una federazione reale, come quella degli Stati Uniti, dove ad una politica economica e monetaria comune corrisponde anche un’unione politica comune, i famosi Stati Uniti d’Europa. Solo così, grazie a regole ferree che fornirebbero le linee guida per l’utilizzo di queste ingenti somme, gli Eurobond potrebbero vedere veramente la luce.

Foto: Sxc

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