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Milan, quali sono i potenziali aquirenti?

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Torniamo a parlare della possibile cessione del Milan nonostante Berlusconi e la Fininvest continuino ad insistere che la società non è in vendita. Secondo tutti gli operatori del mercato in realtà questa è una contromossa di rito dato che quasi per “tradizione”, prima che la trattativa diventi più che concreta, una società rimane ufficialmente non in vendita. Eppure gli indizi che fanno pensare ad una cessione ci sono tutti.

Alcuni li avevamo già elencati nell’articolo scorso e sono la volontà da parte dei figli di Berlusconi a cedere un carrozzone mangia-denaro, il poco tempo a disposizione del presidente da dedicare alla società, nonché il fatto che grandi colossi come Lazard non si muovono se non c’è qualcosa di concreto, e grandi giornali come Bloomberg non pubblicano queste notizie senza averne la certezza. Oggi il Fatto Quotidiano porta ulteriori prove a sostegno della tesi della cessione come il fatto che Barbara Berlusconi, da quando è entrata in società, ha messo in atto tutta una serie di operazioni che si fanno prima della cessione di una grande impresa come tagli del personale e dei costi. Tra questi c’è il ridimensionamento degli stipendi dei calciatori messo in atto da qualche anno, ed il rientro dai debiti, con “solo” 7 milioni di passivo fatti registrare lo scorso anno, che in realtà sono un’inezia per una società che fattura oltre 200 milioni di euro l’anno.

Ma quali sarebbero gli operatori che sarebbero realmente interessati ad entrare, o rilevare, il Milan? Secondo il Fatto al primo posto ci sarebbe l’Evergrande, un colosso cinese già in possesso del Guanghzou, il cui presidente è anche il quinto uomo più ricco di Cina. L’Evergrande si è fatta notare per avere in pochi anni portato una squadra sconosciuta sulla ribalta internazionale, acquistando giocatori importanti e strapagati (come Conca che è stato uno dei 5 calciatori più pagati del mondo, ed ora anche Alessandro Diamanti del Bologna) e con Marcello Lippi alla guida ha vinto 3 campionati di fila e la Champions League asiatica. Il Milan era già stato contattato da Davide Lippi, dirigente del Guangzhou, e si parlava anche dell’ingresso di Marcello Lippi nel board della società. Poi non se n’è fatto più nulla, ma può darsi che l’affare sia stato solo rimandato.

Tra i probabili acquirenti ci sono anche i soliti russi di Gazprom, con i quali Berlusconi farebbe valere la sua amicizia con Vladimir Putin. Il colosso del gas ha già nel suo portfolio squadre importanti come lo Zenith di Sanpietroburgo e lo Schalke 04, e nella galassia di super ricchi che girano intorno a questo nome ci sono anche altri proprietari di squadre minori che sono in buoni rapporti con Berlusconi e con i quali la trattativa sarebbe molto più snella.

Ma il vero sogno di Berlusconi è di vendere il Milan a qualche sceicco per rendere la squadra il nuovo PSG. E gli acquirenti non mancano. C’è Khalifa bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi e sovrano di Abu Dhabi che già detiene una partecipazione nel Manchester City e che si dice sarebbe dietro la trattativa che si sta portando avanti in queste settimane per cedere Alitalia ad Etihad. Ma tra gli emiri ci sarebbe anche lo sceicco Al Thani, proprio proprietario del PSG già in affari con Berlusconi sul fronte televisivo ed in buoni rapporti dopo gli affari Ibrahimovic-Thiago Silva. Infine ci sarebbe anche il padrone di Emirates, già entrato nel calcio con importanti sponsorizzazioni ad Arsenal e Real Madrid, ovvero il sovrano di Dubai Al Maktoum.

Foto: Milan su Facebook

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