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Nuovo Salva-Roma, ecco cosa prevede

tasiIl nuovo decreto Salva-Roma è la prima grana per il Governo Renzi. Con l’approvazione di questa nuova legge infatti gli arrivano bordate da ogni parte. Gli arrivano da Forza Italia che afferma che si tratta della prima tassa imposta da Renzi, dallo stesso PD che contesta la rimozione della Web Tax, ma gli arrivano persino dalla Chiesa dato che c’è una certa confusione su cosa e chi deve pagare la tassa sulla casa (in questo caso intesa anche come luogo di culto), e quindi c’è la possibilità che la Chiesa paghi più di prima. Ma cerchiamo di capire meglio punto per punto.

La prima fondamentale novità è la possibilità, a discrezione dei sindaci, di aumentare la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili come luce delle strade e simili, di un ulteriore 0,8 per mille. Oggi il limite massimo per la Tasi è di 2,5 per mille sulla prima casa e di 10,6 per mille dalla seconda in poi. Con questa nuova legge può arrivare a 3,3 per mille per la prima abitazione e 11,4 per mille sulle altre. Gli introiti maggiori serviranno per aiutare quei Comuni che prevedono detrazioni per le famiglie più povere.

La confusione si è venuta a creare sugli immobili della Chiesa. Oggi infatti, a parte alcuni edifici speciali elencati nei Patti Lateranensi, tutti gli immobili commerciali pagano l’Imu mentre quelli religiosi no. Secondo alcuni collaboratori di Renzi la Tasi verrà pagata da tutti gli immobili, anche quelli che oggi non pagano l’Imu, secondo altri invece la pagheranno solo quelli commerciali. Insomma la confusione regna sovrana.

Tra gli altri provvedimenti c’è la già citata abolizione della Web Tax, la proroga per i 24 mila addetti alle pulizie delle scuole, norme più severe per lo sfruttamento della prostituzione minorile e per la tratta degli esseri umani, una procedura più snella per la richiesta del permesso di soggiorno, maggiore mobilità in Europa per i pazienti in cerca di cure ed infine la proroga di un altro mese, quindi fino al 31 marzo, per il pagamento senza sanzioni delle cartelle di Equitalia e delle altre agenzie di riscossione crediti.

Foto: Sxc

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