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Movimento 5 Stelle, espulsi i senatori, potrebbero entrare nella maggioranza

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Una nuova maggioranza si è sempre sospettata alla vigilia del Governo Renzi. Si diceva che il nuovo Premier ottenesse la fiducia da Alfano ma facesse le riforme con Berlusconi. A quanto pare a breve potrebbe avere 10 nuovi voti (e forse anche di più) da chi non ti aspetti: gli epurati del Movimento 5 Stelle. Per capire meglio la situazione però bisogna fare un passo indietro.

Tutto è cominciato quando, a causa di un semplice dissenso mostrato apertamente, quattro senatori del Movimento 5 Stelle (Orellana, Bocchino, Battista e Campanella) sono stati prima processati mediaticamente sul blog di Beppe Grillo e poi espulsi dai voti della “base”. Questa reazione così spropositata derivata da un reato di opinione non è piaciuta ai parlamentari del movimento, ed ora molti di essi minacciano di abbandonare il gruppo.

Maria Mussini, Chiara De Pietro, Alessandra Bencini e Maurizio Romani sono i “nuovi dissidenti”, quelli che non contenti del trattamento ricevuto dai loro colleghi stanno seriamente pensando di abbandonare il Movimento 5 Stelle. Ma cosa ne sarà di loro? Le strade al momento sono tre. La prima è che lascino definitivamente il Parlamento, ed in quel caso verrebbero sostituiti da altrettanti rappresentanti del movimento di Grillo; la seconda è entrino nel gruppo misto, ma in quel caso bisogna vedere se il gruppo li accetta dato che dentro si trova di tutto, in pratica tutti gli “epurati” degli altri partiti. La terza via è di fondare un proprio gruppo misto. Per farlo servono almeno 10 senatori, al momento se i quattro auto-espulsi presentassero davvero le dimissioni, sarebbero otto.

A questi potrebbe aggiungersi Alessio Tacconi che già da qualche giorno ha mostrato molti mal di pancia. E saremmo a 9. Ne mancherebbe un altro (e visto il malcontento nel partito non sarà difficile trovarlo) per raggiungere la fatidica soglia e fondare una specie di partito parallelo al Movimento 5 Stelle. Sempre che al gruppo non si aggiungessero i tre già espulsi da Grillo, e cioè Mastrangelo, De Pin e Gambaro. E allora il numero comincerebbe ad essere consistente. Il numero potrebbe crescere ancora con il senatore Mario Michele Giarusso che ha visto comparire il suo nome, senza l’autorizzazione, nella mozione di sfiducia ai ministri.

Insomma, una vera e propria fuga di massa. Ma cosa potrebbe succedere ora? Se davvero si formasse questo gruppo, diventerebbe il vero ago della bilancia del Governo, più di Scelta Civica, Udc, Sel e persino dell’Ncd di Alfano. Questi 13-14 voti fanno gola a molti, e già si comincia a parlare di un’alleanza con l’ala civatiana del PD che già ha rapporti moltro stretti con i vendoliani. Parliamo di un gruppo che conta già 23 voti e che, con quelli degli epurati del M5S, comincerebbero a contare davvero tanto all’interno del Senato. Pippo Civati ci prova, ha già proposto di sostituire Alfano nella maggioranza, in modo da permettere a Matteo Renzi di fare le riforme di sinistra che con Alfano non potrebbe fare. Ammesso che le voglia fare.

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