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Renzi ottiene la fiducia svelando il programma di governo

renzi pd

Ieri sera, o per meglio dire ieri notte, il Governo Renzi ha fatto un ulteriore passo verso l’effettivo inizio. L’ex sindaco di Firenze ha infatti chiesto la fiducia all’aula del Senato, e dopo averla ottenuta è ad un solo passo dal vero e proprio inizio, ovvero la stessa richiesta alla Camera che verrà fatta nelle prossime ore. La vera novità di questo appuntamento è stata la presentazione vera e propria del suo programma elettorale. Finora infatti erano stati fatti solo annunci, e secondo il leader di SEL Vendola anche questa volta Renzi è rimasto piuttosto sul generico, ma perlomeno ha chiarito ulteriormente le sue intenzioni di governo.

Una delle principali novità è stata che, nel suo discorso, ha ammesso che questa sarà l’ultima volta che l’aula del Senato darà la fiducia ad un governo. Ciò significa che tra i primi provvedimenti che prenderà ci sarà la riforma della Costituzione, condivisa con gran parte del Parlamento, che abolisce il Senato, sostituito dall’assemblea regionale con altri tipi di poteri, ed affida il potere legislativo (con tanto di possibilità di concedere la fiducia) solo alla Camera dei Deputati. Si tratta della famosa riforma del titolo V della Costituzione.

Il secondo pensiero di Renzi riguarda la scuola. Dopo tante parole abbastanza insignificanti e la promessa di visitare ogni settimana un istituto, è passato alle cose concrete, e tra di esse c’è l’intervento sull’edilizia scolastica per tentare di ridare dignità agli istituti italiani troppo vecchi e fatiscenti. Tra gli investimenti previsti nel settore ci sono la realizzazione di nuovi asili nido ed il già avviato iter per il riassorbimento di migliaia di precari della scuola.

Poi Renzi è passato a discutere di economia e lavoro, e ne ha avuto per tutti. Per gli imprenditori che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione ma che rischano il fallimento, con lo sblocco dei debiti e l’elargizione di milioni e milioni che salverebbero centinaia di aziende; la costituzione dei fondi di garanzia per i prestiti per quelle imprese che non riescono ad ottenere finanziamenti dalle banche; ma anche e soprattutto per i lavoratori con la riduzione del cuneo fiscale. Su questo punto purtroppo Renzi non è stato altrettanto preciso. Ha infatti promesso che i provvedimenti saranno concreti e tangibili per i lavoratori (più soldi in busta paga?) ma, come direbbe Crozza, si è dimenticato il “foglio del come”.

L’idea del M5S sul reddito di cittadinanza viene ripresa anche da Renzi, ma con delle importanti differenze. Il sussidio di disoccupazione non andrebbe a chiunque ma solo a chi prima lavorava e poi ha perso il lavoro, allargando però la platea anche ai precari e ai liberi professionisti che prima non beneficiavano di questo assegno da parte dello Stato; ha promesso che interverrà sull’attrattività dei capitali stranieri, ma anche qui non ha detto come. I problemi italiani riguardano essenzialmente tre aspetti: corruzione, burocrazia e tasse, vedremo su quali dei tre aspetti deciderà di agire il nuovo Presidente del Consiglio.

Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, Renzi ha ribadito il turnover dei dirigenti non solo su base temporale, ma anche per i mancati obiettivi raggiunti. A questo si aggiunge la trasparenza su tutti i soldi spesi che verranno rendicontati su bilanci online. Novità per la dichiarazione dei redditi: i dipendenti e i pensionati potranno delegare lo Stato a compilare la propria dichiarazione senza andare al Caf, ricevendo così i documenti direttamente a casa.

Sulla giustizia Renzi ritorna a parlare molto genericamente di riforme che finora nessuno ha capito, ma che dovrebbero mirare a renderla più rapida; sui diritti civili ha aperto un po’ a tutto, promettendo compromessi ad esempio sullo ius soli o sulle coppie di fatto, mentre sulla cultura ha ideato i “distretti tecnologici e culturali” per sviluppare sul territorio queste forme di ingegno. Tutte belle parole, ma il timore è che restino tali.

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