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Televisione, messi al bando i canali 6, 7 e 25

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Tra pochi mesi la televisione non sarà più la stessa. Era già abitudine degli italiani, diventata consolidata con l’arrivo del digitale terrestre, vedere sul canale 6 Italia 1 e al 7 La7. Tra qualche mese non sarà più così. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha infatti indetto la famosa asta per le frequenze televisive, quell’asta che non si è mai tenuta nella storia d’Italia perché i vari Governi precedenti (non solo quello di Berlusconi) concedevano gratuitamente le frequenze a chi le aveva già. L’intento è far soldi, ma gli italiani potrebbero restare decisamente sorpresi.

I canali messi all’asta sono il 6 (più il 23 per l’eventuale HD o altri canali sperimentali), il 7 (più l’11) ed il 25 (insieme al 59). La sorpresa principale è che questi tre canali non potranno andare né alla Rai, né a Mediaset, né a La7/Telecom Italia. Per evitare posizioni dominanti infatti, il bando ha escluso questi tre soggetti in quanto, possedendo già più di un canale televisivo a testa, rischierebbero di “ammazzare” la concorrenza. Potrà partecipare invece Sky che in chiaro ha solo un canale, Cielo, ma potrà concorrere solo per uno dei tre dell’elenco.

Diventa evidente che il bando è stato fatto per garantire la pluralità, il che significa che nuovi soggetti privati potrebbero entrare a breve nell’elenco televisivo, peraltro nei primissimi canali. Il bando inoltre sembra fatto, per una volta, senza trucco e senza inganno dato che rende molto difficile che uno dei tre colossi televisivi utilizzi una società “di comodo” per comprare i diritti e poi rivenderli (o regalarli) a Mediaset, Rai o Telecom in quanto il bando prevede che almeno per i successivi 3 anni le frequenze non possono essere cedute a terzi.

Secondo il Ministero da quest’asta sarà possibile ricavare non meno di 90 milioni di euro, in modo magari da evitare di mettere nuove tasse sui cittadini. Cittadini che saranno comunque garantiti dato che i nuovi operatori dovranno assicurare una copertura di almeno il 51% del territorio nazionale e almeno il 10% di ogni Regione d’Italia. Il bando, aperto oggi, durerà 60 giorni, dopodiché si terrà l’asta vera e propria e probabilmente per l’estate ci sarà questa piccola rivoluzione.

Foto: Sxc

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