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Cagliari ceduto agli arabi, l’ufficialità arriva da Cellino

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cagliari logoMassimo Cellino, si sa, è uno che ogni volta che si muove dà spettacolo. Ed anche questa volta non si è smentito. Peccato che forse, almeno per l’Italia, questa potrebbe essere l’ultima volta. Sardo di nascita ma americano di adozione, Cellino ha acquistato il Cagliari nel 1992, con il sogno di riportare il club ai fasti di un tempo. Evidentemente non ce l’ha fatta visto che oggi, almeno secondo le sue dichiarazioni, se ne libera.

Dopo poco più di vent’anni ed una valanga di soldi spesi, l’imprenditore della Florida lascia la società (anche se non completamente) nelle mani degli emiri arabi. Ufficialmente non si conosce il nome degli imprenditori che hanno acquisito, o che acquisiranno, il Cagliari, ma secondo indiscrezioni sempre più insistenti si tratterebbe della famiglia Al Thani, quella che ha acquistato il PSG e che ha speso oltre 200 milioni di euro nel calciomercato della scorsa estate.

La società è costata ai nuovi emiri appena 50 milioni di euro per il 98% delle quote, e serve ad Al Thani come trampolino di lancio per le sue nuove attività in Sardegna. Lo sceicco infatti sta investendo molto in Costa Smeralda, e non a caso di recente la società ha stretto un accordo pubblicitario con la MSC Crociere. L’intento di Al Thani è così di sfruttare la bella terra sarda per le sue attività nel campo del turismo, e quale migliore cartellone pubblicitario poteva scegliere se non la squadra di calcio locale.

Al suo arrivo però Al Thani, o chi per lui, si ritroverà a dover fare i conti con diversi problemi. Il primo fra tutti è la questione dello stadio. Il Sant’Elia ha ottenuto solo di recente l’agibilità dopo circa due anni di travaglio, ma è ancora un osservato speciale. I rapporti tra società e Comune non sono idilliaci tanto che Cellino aveva tentato in tutti i modi di realizzare uno stadio a Quartu Sant’Elena, ma a causa della fastidiosa burocrazia italiana non è mai riuscito nel suo intento. Adesso che gli emiri hanno patrimoni pressoché illimitati ci riproveranno, e chissà che i loro milioni non prevalgano sulle lentezze italiane.

I tifosi intanto sono divisi. Da un lato infatti ci sono gli entusiasti, quelli che sono convinti che con i freschi soldi provenienti dal Qatar si possa sperare di avere uno stadio di proprietà, in stile Juventus Stadium, ed una campagna acquisti non più mirata solo ad ingaggiare giovani promesse da rivendere al miglior offerente, ma ad ingaggiare veri e propri campioni come accaduto in passato con i vari Francescoli, Herrera e così via. Dall’altro invece ci sono i nostalgici, quelli che preferirebbero avere un presidente italiano, meglio se sardo, che sia alla guida della squadra perché innamorato dei colori sociali e che non badi a spese pur di ottenere qualche gioia. Vedremo quale delle due fazioni avrà avuto ragione.

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