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UE: i nuovi obiettivi ambientali per il 2030

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In quanto ad obiettivi ambientali, l’Europa ha sempre dato il buon esempio al mondo. Mentre nei vari congressi alcuni Paesi forti emettitori (come Stati Uniti, Cina, Brasile e tanti altri) accettavano solo qualche obiettivo minimo ma senza poi assumere target vincolanti, l’UE ha sempre fatto la parte del leone e stabilito impegni molto virtuosi. Impegni che, visto quanto fatto per il 2020, alla fine l’hanno premiata.

Entro la fine del decennio si era deciso che tutti gli Stati dell’Unione Europea dovessero necessariamente raggiungere una quota di rinnovabili del 20%, raggiungere un livello di efficienza energetica del 20% e tagliare le proprie emissioni di gas serra del 20% rispetto all’anno 1990. Per questo l’obiettivo fu ribattezzato “20-20-20”. Anche se si mirava fin troppo in alto, già nel 2014 tutti questi obiettivi sono stati quasi raggiunti, e così associazioni ambientaliste e scienziati chiedono che si prendano impegni più importanti per il 2030.

A questo buon proposito si sono però opposti diversi Paesi, soprattutto quelli dell’Est, ancora fortemente legati ai combustibili fossili come il carbone. L’opposizione delle lobby è stata così forte che il mese scorso la commissione europea aveva proposto degli obiettivi a dir poco insignificanti: 27% di rinnovabili, 40% di taglio delle emissioni e niente invece per quanto riguarda il risparmio energetico entro il 2030. Un disastro.

Ieri però il Parlamento Europeo ha deciso di fare da solo, ha di fatto scavalcato la commissione ed ha proposto degli obiettivi più in linea con quelli precedenti: 30% di rinnovabili, 40% di taglio delle emissioni e 40% di efficienza energetica. Non è il massimo, certamente si poteva fare di più come affermano diverse associazioni come il WWF, ma la situazione è certamente migliorata rispetto alle proposte di un mese fa.

A marzo questa proposta verrà portata in aula e, se votata, comporterà l’assunzione vincolante da parte di tutti i Paesi europei che, una volta raggiunti gli obiettivi al 2020, dovranno impegnarsi per raggiungere quelli del decennio successivo. Impegni non impossibili dato che persino l’Italia, con tutti i problemi che ha, potenzialmente potrebbe già avvicinarsi al raggiungimento entro la fine di questo decennio dato che da noi le rinnovabili hanno conosciuto uno sviluppo molto rapido.

Fonte: The Guardian
Foto: Wikipedia

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