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Decreto svuota carceri, chi viene liberato con la nuova legge

cella

Il decreto svuota carceri sta per diventare attuativo. Dopo l’ultima votazione di ieri si attende anche l’ok scontato per oggi in quanto il Governo ha posto la fiducia alla Camera, ed ha numeri molto ampi per poterla ottenere. Nell’arco di pochi giorni dunque verranno liberati migliaia di detenuti che affollano le carceri. E se per alcuni di loro questo significa reinserimento in società, per altri significa intimorire la società stessa perché si sono macchiati di crimini tremendi e non sono in molti quelli contenti di rivederli in libertà. Ma cerchiamo di capire chi usufruirà di questa agevolazione.

Prima di tutto va detto che le carceri verranno “svuotate” (non completamente ovviamente) ufficialmente per una ragione umanitaria, dato che i detenuti che vivono in cella sono molti di più della capienza massima delle nostre strutture, ma anche perché costano troppo. Secondo i calcoli di Ncd il costo delle persone che potrebbero stare fuori dal carcere, ma costretti a misure cautelari alternative, costano circa 74 milioni di euro l’anno allo Stato italiano. Sarebbero il circa 18% di detenuti in carcere in attesa di giudizio ed il 19% di quelli considerati colpevoli in primo grado, ma che attendono ancora il secondo. In totale, secondo questi calcoli, circa un detenuto su tre dovrebbe stare fuori dal carcere.

Ma non usciranno solo quelli che non hanno raggiunto tutti i gradi di giudizio. Verranno liberati anche i piccoli spacciatori, quelli cioè scoperti a vendere quantità di droga di lieve entità, o in possesso di un quantitativo che superava, seppur di poco, quello considerato a scopo personale. Usciranno anche i minorenni tossicodipendenti ed i maggiorenni condannati per dipendenza da droghe o alcool. Questi però andranno in affidamento ai servizi sociali.

Verranno inviati ai servizi sociali anche quei detenuti che hanno una pena fino a 4 anni, mentre verranno liberati anticipatamente tutti i detenuti, senza distinzione di reato a parte quelli di mafia e quelli molto gravi come omicidio, violenza sessuale, rapina aggravata ed estorsione, che risulteranno aver scontato la pena dopo il cambiamento del calcolo dello sconto. Secondo la legge precedente, ogni 6 mesi di pena venivano scontati 45 giorni; con questo decreto invece lo sconto sale a 75 giorni. Detta in parole povere se una persona aveva ancora un anno da scontare, prima scontava solo 9 mesi, adesso ne sconterà 6.

Le persone liberate però, va detto, non saranno completamente libere. Il loro destino potrà prendere due strade, quella dei servizi sociali e quella degli arresti domiciliari. In quest’ultimo caso saranno costretti ad indossare il braccialetto elettronico, un dispositivo che segnala quando il detenuto lascia l’appartamente e, nel caso accadesse o il detenuto si togliesse il braccialetto, verrebbe ricondotto in carcere. Oltre ai reati gravi, verranno fatte eccezioni all’uscita anticipata anche per le persone che hanno dimostrato di voler scappare, o per “tutela della persona offesa”. Rimane inalterata la disciplina sulle espulsioni per gli stranieri. Cioè se rimangono non più di due anni di pena da scontare dovrebbero essere espulsi, ma siccome come sempre i soldi non ci sono, rimarranno in carcere.

Foto: sxc

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