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Paperoni di Stato, tutti i manager pubblici superpagati d’Italia

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Proprio nei giorni scorsi Bankitalia aveva rilasciato uno studio sulla povertà diffusa nel nostro Paese, sottolineando anche come il 10% delle famiglie italiane detenesse quasi il 50% delle ricchezze dell’intero Paese. I nomi dei principali imprenditori sono noti un po’ a tutti, da Berlusconi a Della Valle, da Briatore ad Agnelli. Eppure non sono solo questi. Anzi, andando a scavare c’è chi gli fa concorrenza, ma in una maniera meno condivisibile in quanto non si sono guadagnati quel patrimonio da privati, ma con super stipendi pubblici, accumulando cariche, a volte con emolumenti spropositati.

L’elenco completo lo ha fornito oggi la Presidenza del Consiglio che sul suo sito ha pubblicato un pdf (aggiornato alle dichiarazioni dei redditi del 2012) dei manager di Stato. Duecentosettantaquattro pagine di nomi e cognomi che riportano redditi, cariche (a volte troppe) e beni mobili e immobili accumulati. Il nome più “gettonato” è quello di Antonio Mastrapasqua, capo dell’Inps, il quale nei giorni scorsi era accreditato come titolare di oltre venti cariche statali. Ieri lui si è difeso affermando di possederne “solo” 9. Come se quelle nove pagassero poco. Sua moglie intanto si è scoperto essere titolare di ben 20 poltrone. E che poltrone. Dalla Rai all’Aci, passando per banche e collegi di sindaci.

Ma non ci sono solo loro. Tra i centinaia di nomi di manager pubblici compaiono quelli di gente ancora più ricca come Marco Arato che dichiara più di un milione e mezzo, Cristiana Maccagna (1,8), Domenico Arcuri e Andrea Monorchio (1,2). Sopra il milione di euro anche il contestato ad delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, e l’altrettanto contestato Attilio Befera, capo di Equitalia, che dichiara circa 772 mila euro. L’elenco è lungo e vedendo che si parla in quasi tutti i casi di centinaia di migliaia di euro di reddito, per lo più proveniente da incarichi pubblici (cioè pagati dalle nostre tasse), è normale che in un periodo di ristrettezze simili non pochi italiani avranno il sangue amaro.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

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