Home / Ambiente / Clima / Taglio delle emissioni, l’Europa stabilisce nuovi obiettivi ambientali

Taglio delle emissioni, l’Europa stabilisce nuovi obiettivi ambientali

emissioni inquinanti

Il vecchio obiettivo del 20-20-20 (20% di risparmio energetico, 20% di taglio delle emissioni e 20% di fabbisogno energetico coperto dalle rinnovabili entro il 2020) che l’Unione Europea aveva stabilito diversi anni fa ormai è superato. Al 2020 mancano ancora 6 anni, ma l’Europa ha già quasi raggiunto tale obiettivo. Per questo nell’ultimo meeting per fare il quadro della situazione e stabilire nuovi obiettivi, questa volta l’UE ha alzato la mira.

La richiesta infatti era di arrivare al 2030 con un taglio delle emissioni almeno al 30%, ma si è fatto di più: si è portato il limite al 40%. Nonostante le ultime conferenze internazionali siano state un flop, l’ultima quella di Varsavia di dicembre, con nessuno dei Paesi extraeuropei convinto di voler porre dei limiti al proprio inquinamento, l’Europa ha deciso di fare da sola. Anche perché questo sembra il trend principale in tutto il mondo. Anche i due più grandi emettitori come Cina e Stati Uniti, pur non accettando vincoli internazionali, si sono posti dei limiti, e come loro stanno facendo anche India, Brasile e diverse altre nazioni. L’Europa ha sempre dato il buon esempio, e stavolta non è da meno.

L’obiettivo principale stabilito nei giorni scorsi alla conferenza di Bruxelles è di portare il taglio delle emissioni rispetto al 1990 al 40% entro il 2030. In pratica il doppio rispetto ai limiti odierni. Più basso invece si è tenuto il limite delle rinnovabili: appena il 27%. Si è inoltre deciso di riformare il sistema di scambio delle emissioni (chi inquina di più acquista il diritto ad inquinare dalle aziende che inquinano di meno) per consentire uno schema più flessibile. L’ultimo obiettivo, quello dell’efficienza energetica, viene innalzato ad appena il 25%, forse perché il risparmio che dovrebbe derivare non da politiche nazionali ma da investimenti privati, vista la crisi non consente di intravedere un futuro roseo.

Non sono contentissime le associazioni ambientaliste che volevano di più. Ben consapevoli che il 20-20-20 è stato già oggi quasi raggiunto, e che lo sarà sicuramente entro un anno o due, speravano che l’obiettivo delle rinnovabili e del risparmio energetico fossero più elevati. Ma vista la congiuntura internazionale forse è meglio accontentarsi. Il prossimo obiettivo è per il 2015 quando, in occasione della conferenza di Parigi, si spera che anche gli altri politici di tutto il mondo accettino gli obiettivi europei, o almeno si avvicinino ad essi. Per la ratifica definitiva invece bisognerà attendere fine marzo quando i capi di Stato e di Governo si incontreranno per firmare questo nuovo accordo.

Foto: © Thinkstock

Potrebbe interessarti anche:

scioglimento ghiacciai

Scioglimento ghiacciai 2015: bene l’Austria, male il Canada

I ghiacciai canadesi corrono un forte pericolo mentre quelli austriaci portano buone notizie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.