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La legge elettorale di Renzi-Berlusconi piace agli italiani

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renzi pd

Ieri la proposta di legge elettorale targata Renzi-Berlusconi e soprannominata “Italicum” (o Pregiudicatellum secondo Grillo) ha passato il primo esame nella Commissione parlamentare che doveva approvarla, e a breve dovrebbe entrare nel dibattito vero e proprio nelle due Camere che tenteranno di emendarla e approvarla nei tempi più stretti possibile. A grandi linee però la legge elettorale rimarrà invariata, e la versione definitiva sarà molto simile a quella presentata nei giorni scorsi. Ma come l’hanno presa gli italiani?

Dopo otto anni di Porcellum sembra bene. In un’intervista realizzata dal sondaggista Pagnoncelli e pubblicata su Corriere della Sera sembra che più della metà degli italiani approvi la nuova legge elettorale. O almeno la bozza che è uscita dalla Commissione. Considerando quelli che la considerano positiva e molto positiva, il totale degli intervistati ha raggiunto il 60,8%, un numero considerevole per essere una legge abbastanza complessa e che non è all’immediata portata di tutti. Solo il 36% invece la giudica negativa o molto negativa, e per la maggior parte si tratta degli elettori del Movimento 5 Stelle.

Un aspetto piuttosto sorprendente è vedere come gli italiani si siano stancati della forte divisione che c’è in Parlamento a causa di partiti minori che con il 3% tengono in mano la maggioranza, o decine di gruppi parlamentari autonomi che si formano in continuazione, portando ad una frammentazione ingestibile. Per questo motivo più di un italiano su tre, il 36%, pensa che questa legge faccia bene a tenere fuori dal Parlamento le formazioni più piccole. Anzi, fosse per gli italiani, nel Palazzo ci dovrebbero essere appena due soli partiti, maggioranza e opposizione (52%) separati nettamente, o al massimo due diverse coalizioni, presumibilmente destra e sinistra, un po’ come accade in America tra Democratici e Repubblicani, soluzione preferita dal 22% degli intervistati.

Sul tema spinoso dell’accordo Renzi-Berlusconi sono completamente d’accordo solo i forzisti. Appena la metà degli intervistati ha ammesso che si tratta di una cosa positiva, e nemmeno all’interno dello stesso PD sono tutti contenti, visto che approvano questa scelta solo il 54,4% degli intervistati. Se c’è una cosa che però gli italiani cambierebbero è il sistema delle preferenze. O meglio, delle non preferenze perché anche questa volta il sistema introduce dei listini che sono di fatto bloccati e quindi non danno la possibilità agli elettori di votare il proprio politico preferito. Alla domanda se sia giusto che non ci siano di fatto le preferenze, il 36% afferma che la scelta sia stata sbagliata. C’è però un 33% che afferma di preferire le preferenze ma, siccome Berlusconi non ci pensa nemmeno ad introdurle e c’è bisogno di un compromesso per far passare la legge elettorale, meglio chiudere un occhio, almeno per questa volta.

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