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Fotovoltaico, costi e ricavi di un impianto solare

costi e ricavi di un impianto fotovoltaico

L’Italia è il Paese del sole e il sole è bellezza, positività e soprattutto energia pulita, low cost e rinnovabile. Installare un impianto fotovoltaico per sfruttare questa energia è una scelta ecologica ed economica importante, che va soppesata adeguatamente per ricavarne i giusti vantaggi e ripagarsi dell’importante investimento iniziale.

A tal proposito, ho trovato davvero ben fatta l’analisi di costi e ricavi del fotovoltaico, pubblicata da Tessa Gelisio nel suo ultimo libro dal titolo Ecocentrica. Nel manuale di consigli per ridurre l’impatto ambientale si fa l’esempio di una famiglia italiana media che installi sulla falda orientata a Sud del tetto di casa un impianto  da 3 kWp. Il kilowatt picco misura la potenza che può essere generata virtualmente da un impianto fotovoltaico.

Ogni anno un simile impianto può generare circa 3600 kWh. Ipotizzando un consumo familiare di 2000 kWh/anno, tramite il meccanismo di Scambio sul posto stipulato con il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, è possibile guadagnare dalla quota di energia in eccesso prodotta.

Nel corso dell’anno, analizzando il bilancio annuale tipo,  si calcola che 1000 kWh verranno prodotti e utilizzati nell’immediato per i consumi familiari, con un risparmio di 260 euro all’anno ipotizzando un prezzo  ideale di 0,26 euro/kWh.

Altri 1000 kWh verranno assorbiti dalla rete quando l’impianto fotovoltaico non produrrà energia, ad esempio di notte o quando il cielo è completamente coperto. Lo scarto in eccesso tra l’energia prodotta ma non consumata immediatamente  e quella assorbita dalla rete in mancanza di sole varrà un rimborso del GSE. Ogni kWh prodotto ma non consumato verrà rimborsato ad un prezzo medio di circa 0,16 euro, cifra che considera anche i costi di gestione della rete. Mediamente l’energia in eccesso prodotta ma non consumata nell’immediato, rimborsata dal GSE, può fruttare altri 160 euro all’anno.

Il GSE paga poi l’energia prodotta in eccesso dall’impianto fotovoltaico, rispetto ai consumi domestici, e immessa in rete, un’entrata che si verifica ogni sei mesi o ogni anno. Quest’entrata, calcolando 1600 kWh di surplus immessi in rete e un costo di mercato inferiore pagato dal GSE, pari a circa 0,10 euro/kWh, ammonta mediamente a 160 euro.

 Ai 580 euro di risparmio e ricavi all’anno conteggiati vanno a sommarsi altri vantaggi economici, come le detrazioni fiscali concesse dall’Agenzie delle Entrate a chi installa un impianto fotovoltaico. Si tratta di detrazioni variabili che possono arrivare fino al 50%.  In questo caso si risparmiano altri 412, 50 di tasse, il che permette di ammortizzare in 8-9 anni i costi dell’impianto fotovoltaico, rientrando nell’investimento iniziale e iniziando a guadagnarci e azzerando le bollette negli anni successivi.

La durata media di un impianto fotovoltaico, con i progressi della tecnologia solare, va sempre aumentando e la produzione energetica domestica garantita dai pannelli fotovoltaici oggi può spingersi senza problemi fino a 15-20 anni. Occhio alla garanzia offerta dal costruttore, che sia sufficiente lunga, almeno 10 anni per la potenza nominale fornita nel primo anno, e altri 10 seguenti del 90%. Una garanzia deve essere inoltre adeguata a mettervi al riparo da brutte sorprese e inconvenienti tecnici, con copertura di 10 anni sulle componenti meccaniche dell’impianto.

A proposito di investimento iniziale, infine, è bene sottolineare che esistono delle finanziarie che offrono finanziamenti a tasso agevolato per sostenere l’investimento iniziale necessario all’installazione dell’impianto fotovoltaico.

Foto:  Clownfish su Flickr

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