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Clandestinità, cosa cambia con la nuova legge

clandestini

La parola “clandestino” nella giurisdizione italiana non viene cancellata, e probabilmente non lo sarà mai, ma perlomeno perde di gravità. Dopo tanta pressione derivante dal Ministro per l’Integrazione Kyenge e da diverse parti politiche, è arrivata la riforma della legge sull’immigrazione. Una riforma che però cambia poco rispetto al passato. In sostanza con questo ddl che è appena passato al Senato ed ora dovrà essere sottoposto al voto della Camera si stabilisce che l’immigrato che arriva in Italia senza permesso di soggiorno non sta commettendo un reato penale (cioè non va in carcere) ma solo un illecito amministrativo.

La nuova legge infatti rende la clandestinità una specie di aggravante, ma non un reato in sé. Ciò significa che appena l’immigrato arriva, non finisce in carcere come accade oggi. Non può essere arrestato soltanto per il motivo di essere clandestino. D’altra parte però se commette reati o rientra dopo l’espulsione, allora la clandestinità diventa aggravante. A votare contro questa legge è stata soltanto la Lega Nord mentre il resto del Centro-Destra ha preferito astenersi, schierandosi così parzialmente con il PD e le altre forze di Sinistra.

Questa la spiegazione del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri che ha illustrato il provvedimento:

Da un lato il reato [di clandestinità, ndr] viene abrogato, dall’altro viene trasformato in illecito amministrativo. Chi per la prima volta entra clandestinamente nel nostro Paese non verrà sottoposto a procedimento penale, ma verrà espulso. Ma, se rientrasse, a quel punto commetterebbe reato.

Come spiega Ferri, non è un passo indietro da parte del Governo, ovvero non si sta aprendo la porta all’immigrazione. L’obiettivo dovrebbe essere quello di evitare che questi disperati vadano ad affollare le carceri italiane. Ma come sempre in Italia, fatta la legge, trovato l’inganno. La legge infatti prevede il rimpatrio immediato del clandestino. Ma, è ben noto, non ci sono i soldi per rimpatriare tutti i migliaia di immigrati che arrivano in Italia, né gli immigrati stessi, una volta spesi migliaia di euro per raggiungere l’Italia, se ne tornerebbero volentieri a casa solo perché hanno ricevuto un foglio di via.

Ma non solo. Anche se ci fossero i fondi, sarebbe facile farlo con quelli che arrivano dal Mediterraneo, sui barconi che raggiungono Lampedusa. Ma questi sono soltanto una minima parte dei clandestini che raggiungono l’Italia dato che la maggior parte arriva via terra da Est. Insomma, ancora una volta il Senato ha perso tempo e risorse per una legge inutile in quanto di fatto rimanda soltanto l’arresto per i clandestini anziché evitarlo.

Foto: noborder network su Flickr

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