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Mercato dell’auto in calo nel 2013, bene solo ibride e metano

auto italia

Il mercato italiano dell’auto continua la sua corsa verso il basso. Per il settimo anno consecutivo anche il 2013 è stato un anno di segno negativo per quanto riguarda la vendita di autoveicoli in tutto il Paese. Un calo endemico legato alla crisi economica senza dubbio, ma anche a tasse troppo alte e carburanti fin troppo elevati. Non è un caso che le uniche due tipologie di automobili che fanno registrare numeri positivi sono quelle ibride e quelle a metano.

I dati provengono dallo studio Book Unrae realizzato proprio dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, la quale ha messo in luce due aspetti essenziali: l’auto italiana è in crisi, ma gli italiani credono nelle nuove tecnologie. Cominciamo con i freddi dati. Nel 2013 in Italia sono state vendute poco più di un milione e trecentomila automobili. Non si registravano numeri così bassi dal 1978. Che questo calo sia lo specchio della crisi lo dimostra il fatto che non troppo tempo fa, nel 2007, il numero di automobili vendute in Italia era il doppio: 2 milioni e mezzo.

Il calo maggiore lo risente in particolare il settore delle auto a benzina che sono quasi la metà di quelle vendute nel 2011. Oggi il settore della benzina (in calo del 14,1% rispetto allo scorso anno) riesce a coprire meno di un auto su tre, il 30,8% del mercato nazionale. Un mercato per adesso dominato ancora dal diesel, 53,9%, ma anch’esso in calo di altri 5,8 punti percentuali rispetto ad un anno fa. Male anche il gpl, -10% netto che lo porta a detenere appena l’8,9% del mercato.

Chi cresce è invece il metano, economico e sempre più diffuso anche come rete di distribuzione. Le auto a metano vendute nel 2013 sono state infatti 68 mila, un +26,7% rispetto al 2012 ed una quota di mercato del 5,2%. Può sembrare poco, ma è più del doppio rispetto a due anni fa. Il balzo in avanti più grande però lo ha fatto l’auto ibrida. Nel 2012 essa deteneva appena lo 0,5% delle quote di mercato, quest’anno è arrivata all’1,1%, oltre il doppio. Le auto ibride vendute nel 2013 sono state quasi 15 mila per un incoraggiante +118,3%. Anche se la quota di mercato è ancora bassa, va sottolineato che la crescita è solo all’inizio e non ci sorprenderemmo nel vedere tassi del genere anche nei prossimi anni.

Chi stenta invece è il mercato dell’auto elettrica. Complici ancora i pochi distributori, le famose colonnine, presenti per lo più solo nelle grandi città ed in punti strategici, e forse anche a causa della scarsa autonomia delle batterie, ma fatto sta che l’auto elettrica in Italia proprio non vuole decollare. Nel 2013 ne sono state vendute 864. Sono sempre più di quelle vendute nel 2012 (524), ma detengono appena lo 0,07% del mercato. Praticamente nulla.

La fascia d’età che acquista più automobili è quella tra 30 e 45 anni, anche se lo stacco rispetto ai cinquantenni e ai sessantenni si è notevolmente ridotto rispetto a pochi anni fa. Anche la differenza uomini-donne è sempre più piccola. Se nel 2005 gli uomini immatricolavano il 63,4% delle automobili, nell’ultimo anno sono arrivati al 59,8%. Si vende di più nel Nord-Ovest dove praticamente viene piazzata un’auto ogni tre. Bene anche il Nord-Est con il 29,8% mentre male il Sud dove si supera a malapena il 10% delle auto italiane vendute.

Le Regioni top d’Italia sono state Toscana e Piemonte dove si sono vendute rispettivamente il 12,3 e il 9,2% di automobili in più rispetto allo scorso anno, mentre le peggiori sono Val d’Aosta e Lazio dove se ne sono vendute rispettivamente il 77,5 e il 15,9% in meno. Considerando invece non le motorizzazioni ma i modelli, quello più gettonato resta l’utilitaria con il 41% delle quote di mercato. A seguire ci sono il segmento-C, quello delle medie, e poi le city-car, le medie-superiori ed il segmento E, la fascia alta. Paradossalmente il segmento del lusso non subisce né inflessioni né aumenti, come a segnalare che chi era ricco è rimasto ricco. Questa la classifica per carrozzeria:

  1. Berlina
  2. Crossover
  3. Fuoristrada
  4. Monovolume piccolo
  5. Station Wagon
  6. Monovolume compatto
  7. Multispazio
  8. Coupè
  9. Cabrio e spider
  10. Monovolume grande.

Infine, altro aspetto che risulta dallo studio è che, per effetto delle crisi, il parco auto italiano è sempre più vecchio. La media d’età delle automobili italiane ha toccato quota 10 anni, mai nella storia erano state così vecchie. La media d’età ha cominciato a salire nel 2004 quando era di 8,32 anni e da allora è cresciuta sempre di più, fino ad oggi. Di conseguenza la maggior parte delle auto è una Euro 4 (il 35,2%), seguita dalle Euro 3 e 2, mentre soltanto poco più del 15% è di una categoria di emissioni migliore della 4.

Fonte e foto: Unrae

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