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Legalizzazione della cannabis, arrivano le prime leggi italiane

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Dopo settimane di dibattiti la legge sulla legalizzazione della cannabis e dei suoi derivati comincia a prendere corpo. A renderla possibile però non è il Parlamento (almeno per ora) ma il consiglio comunale di Torino e il direttorio del Movimento 5 Stelle. Mentre destra e sinistra discutono su come fare e soprattutto “se” rendere legale la marijuana, e in che modo, ieri sono state presentate due iniziative che potrebbero dare il via all’iter che si candida ad essere il più discusso dai tempi della legge sul divorzio.

Cominciamo dall’iniziativa più clamorosa che è stata quella del consiglio comunale di Torino. La città piemontese è infatti la prima grande città in Italia a stabilire una distinzione ufficiale tra droghe leggere e pesanti e a consentire l’uso delle prime. Il testo, proposto da Sinistra Ecologia e Libertà e condiviso dalla gran parte del Partito Democratico prevede di:

Passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere.

Nella sostanza non viene ancora legalizzata la cannabis nel senso olandese o uruguaiano del termine, cioè non si può ancora commerciarla e fumarla senza conseguenze legali, ma si apre ad una importante distinzione rispetto ad altre droghe come cocaina ed eroina ad esempio, le quali vengono punite ancora severamente, mentre la detenzione e l’uso delle droghe leggere no. Quello che in sostanza fa questa proposta è abolire la legge Fini-Giovanardi che equipara tutti i tipi di droghe.

Fondamentali per far passare questo provvedimento sono stati i voti del Movimento 5 Stelle, proprio quel Movimento che nel frattempo stava preparando una proposta di legge da presentare in Parlamento per abolire la legge Fini-Giovanardi a livello nazionale. Alla base della legge dei grillini c’è la depenalizzazione dell’uso dei derivati della cannabis, la possibilità di coltivarla in seguito al pagamento di una tassa di concessione e la riduzione delle sanzioni amministrative in caso di violazione della legge. La proposta si limita solo a bloccare la coltivazione a fini di spaccio (non più di 4 piantine si possono coltivare contemporaneamente e si possono portare in giro non più di 5 grammi a testa). Questa legge è molto simile a quella proposta dal senatore Manconi del PD già in coda tra quelle che il Senato dovrà valutare. In questo modo le forze di PD e M5S potrebbero unirsi per la prima volta e portare ad una legge storica per l’Italia.

Foto: © Thinkstock

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