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Nazioni più attraenti per gli investimenti esteri: Italia peggio della Thailandia

capitale

La crisi economica ha colpito un po’ tutta Europa, ma in particolare proprio l’Italia. Uno dei motivi che stanno alla base di questo blocco dell’economia è senza dubbio da ricercare nel nostro vecchio punto di forza che oggi è diventato il nostro punto debole: gli investimenti stranieri. In Sardegna ne sanno qualcosa, ma un po’ in tutto lo Stivale, grazie alla Lira debole, per decenni centinaia di investitori esteri hanno portato capitali in Italia, creando lavoro, grazie a costi di produzione bassi. Eravamo un po’ la Cina degli anni ’60, ma con uno stile di vita dignitoso. Oggi non è più così.

I problemi che l’Italia ha sempre avuto (instabilità politica, corruzione, burocrazia, ecc.) sono stati sempre superati dalla moneta debole, ma con l’ingresso dell’euro tutto è cambiato. Il vantaggio non c’era più e le problematiche sono venute a galla. Negli ultimi dieci anni hanno chiuso migliaia di aziende e i capitali stranieri si sono spostati verso i Paesi con monete deboli, come quelli asiatici, o con una tassazione di favore come Serbia, Irlanda e Polonia. Sulla carta, considerando il Pil, l’Italia mantiene ancora la nona economia del mondo (una volta eravamo la quinta), ma in quanto ad attrattività dei capitali stranieri, siamo molto più giù: al 34esimo posto.

La classifica l’ha stilata la Aei, Istituto Asia-Europa, la quale ha preso in considerazione diversi parametri come l’influenza politica ed economica del Paese, l’offerta turistica, ma anche storia, lingua e cultura. Per tutti questi motivi risulta che al primo posto ci sono come sempre gli Stati Uniti, una nazione dove i soldi fruttano e dove il sistema economico è fatto in maniera tale da funzionare senza intoppi. Al secondo posto a sorpresa non c’è la Cina ma l’India, una nazione che ha lo stesso punto di forza dei cinesi, ovvero la manodopera a basso costo, ma meno problemi burocratici visto che non c’è un regime con regole ferree.

Non sempre la moneta forte è un freno allo sviluppo. Lo dimostra il terzo posto della Gran Bretagna che ha al momento la moneta più forte di tutte, la sterlina, ed il quarto della Francia che, come noi, ha l’euro. Nella top 10 compare ovviamente anche la Germania, all’ottavo posto. Prima di noi c’è un po’ di tutto, compresa quasi l’intera Europa (persino la disastrata Spagna) ed alcuni Paesi che di certo non sono visti come mete economicamente favorevoli come la Thailandia.

Foto: © Thinkstock

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