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Legalizzazione della cannabis, le posizioni dei politici italiani

marijuana

Nella giornata di ieri è scoppiata (anzi ri-scoppiata) la bomba cannabis. In principio erano soltanto i Radicali a chiederne la legalizzazione, adesso più partiti cominciano a prenderla in considerazione. I motivi sono tanti, e primo fra tutti la possibilità di recuperare risorse ingenti derivanti dalla commercializzazione legale, come avere una seconda fonte tanto remunerativa quanto lo sono le sigarette. Ma la decisione è anche legata alla lotta alla criminalità organizzata, sottraendole una fonte di reddito, nonché una scelta di civiltà visto che sempre più Paesi la stanno legalizzando, con una disciplina piuttosto ferrea, fino all’esempio dell’Uruguay che vende direttamente la marijuana di Stato.

A riportare al centro del dibattito politico questa piantina tropicale è Giuseppe Fava della Lega Nord, il quale si è detto favorevole alla legalizzazione. Immediatamente è stato stoppato dal suo leader Matteo Salvini (il quale peraltro ha detto che prima della cannabis bisogna legalizzare la prostituzione), ma questa posizione ha scatenato una reazione a catena. Anche perché pure il PD, sempre più aperto a temi scottanti (vedi le unioni civili anche tra omosessuali) ha detto la sua.

A parlare stavolta è il senatore Luigi Manconi del Partito Democratico che presiede la commissione per i diritti umani, e non lo fa soltanto a parole, ma presentando un disegno di legge in materia di coltivazione e cessione della cannabis e dei suoi derivati. Secondo la legge ipotizzata da Manconi, la coltivazione per uso personale della marijuana, oggi punibile, non è più perseguibile, come non lo sono nemmeno la cessione di piccoli quantitativi. La legge distingue inoltre tra droghe leggere e pesanti, introducendo una sorta di depenalizzazione solo per le prime, quantificabile in nessuna sanzione amministrativa, ed in pratica pene detentive solo per la commercializzazione di ingenti quantitativi.

L’idea è spiegata chiaramente dal senatore: bisogna equiparare la cannabis ad alcool e sigarette. Finché la si usa a scopi puramente personali è legale, ma non ci si può arricchire. Di qui al commercio regolamentato, e dunque tassato, il passo sarà breve. D’accordo con la legalizzazione è anche Sinistra Ecologia e Libertà che ha trovato una sponda nel consigliere comunale Luca Gibillini:

Se anche nel partito più reazionario, forcaiolo e meno attento alle libertà individuali del panorama politico nazionale s’inizia ad interrogarsi sull’utilità del proibizionismo, significa che il nostro Paese è pronto ad una nuova legislazione

ha affermato, trovando anche l’appoggio del suo presidente Nichi Vendola che su Twitter ha detto chiaramente:

Sarebbe ora di legalizzare la cannabis.

D’accordo anche il consigliere Caputo (PD), mentre ovviamente contrari sono i rappresentanti di Forza Italia come Gasparri, ma anche il Ministero della Salute che la ritiene ancora dannosa.

Foto: © Thinkstock

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