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I 10 videogiochi peggiori del 2013

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Fare un elenco dei videogiochi migliori dell’anno è ormai scontato. Concorsi, premi e riconoscimenti vari si sono sprecati nell’ultimo mese a questa parte, ma a volte è divertente anche mostrare l’altro lato della medaglia. Quali sono stati i 10 videogiochi peggiori del 2013 e perché? Ve lo mostriamo in questa divertente classifica.

10 – Aliens: Colonial Marines. Quando porti il nome Aliens hai già un peso non indifferente sulle spalle. Ma le attese non sempre vengono soddisfatte. Questo sparatutto in prima persona a squadre è molto inefficiente tanto da far passare la voglia di giocarci abbastanza in fretta. Non a caso ha venduto appena un milione di copie che per il franchise che rappresenta sono davvero poche.

9 – MLB 2K13. Tutti gli sforzi fatti per il basket non si ripetono per il baseball. Il gioco è pieno di bug e la grafica non è all’altezza per un videogioco uscito nel 2013. Copie vendute: 400 mila circa.

8 – Ride to Hell: Retribution. Uno degli aspetti più irritanti è il posizionamento dei checkpoints messi in modo da salvare un secondo prima di morire, rendendo praticamente impossibile andare avanti con il gioco perché ad ogni caricamento si muore immediatamente. Le istruzioni per il combattimento appaiono nei momenti meno opportuni e non mancano ovviamente i bug. Inoltre, nelle scene di sesso, i personaggi si accoppiano completamente vestiti! Copie vendute: circa 10 mila.

7 – Dark. C’è chi l’ha definito “il peggior gioco di questa generazione”. L’intelligenza artificiale è imbarazzante, i bug non finiscono mai ed in seguito alle uccisioni viene versata solo qualche goccia di sangue. Copie vendute: poche centinaia.

6 – Flashback. Platform fantascientifico degno di un arcade degli anni ’90, questo titolo è sbarcato sulle console sbagliate con vent’anni di ritardo. Per nulla entusiasmante, rasenta la noia. Copie vendute: meno di mille.

5 – TMNT: Out of the Shadows. Grafica vecchia, gameplay senza mordente, uno dei titoli più orripilanti che ci siano.

4 – Deadfall Adventures. Fare la concorrenza a Call of Duty e Battlefield è difficile, ma anche figuracce del genere è meglio evitarle. Il personaggio giocabile sembra una sorta di Superman visto che non muore mai e possiede doti disumane, nonostante si tratti di un normale soldato. A questo poi si aggiungono bug come nemici uccisi che restano a mezz’aria. Copie vendute: poche centinaia.

3 – NBA Live 14. Questo doveva essere l’anno del gran ritorno nel mondo della NBA di EA. Ma come per l’ultima uscita è stato una delusione. La differenza di qualità con NBA 2K14 è incolmabile. Il titolo EA sembra indietro di parecchi anni rispetto a quello di 2K, nonostante con altri titoli la casa produttrice sia andata alla grande. Copie vendute: 80 mila circa.

2 – Mario Party Island Tour. Difficilmente Nintendo sbaglia un videogioco di Super Mario, ma uno scivolone può capitare a tutti prima o poi. Parte dalla base di tutti i giochi della serie ma elimina il fattore “divertimento”, ovvero stelle, monete e tanto altro, per trasformare il gioco in una semplice corsa a chi arriva primo. Copie vendute: circa 160 mila.

1 – Fighter Within. Doveva essere il gioco che interrompeva il dominio di Tekken, ma ritorna a casa con le pive nel sacco. I combattimenti sono troppo confusionari, durante le combo non si capisce molto, è tutto uno sfarfallio di luci nello schermo che rendono impossibile controllare il proprio personaggio e fargli fare ciò che vogliamo. Copie vendute: circa 10 mila.

Foto: © Thinkstock

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