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Legge elettorale, Renzi propone il Mattarellum bis

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Chiamatelo Mattarellum bis o, visto che l’ha proposto Matteo Renzi, il Mattarellum 2.0, ma fatto sta che stiamo parlando della nuova legge elettorale. Il neo segretario del Partito Democratico l’ha promessa entro la primavera (a suo dire si potrebbe fare già entro gennaio), e sempre più esponenti degli altri partiti sembrano intenzionati ad accontentarlo. Tra le varie proposte arrivate fino a questo momento, nel gioco dei compromessi pare sia stata trovata una via di mezzo. Diciamo “pare” perché ancora non è stata presentata la proposta in aula, ma le linee di base sembrano condivise un po’ da tutti.

In sostanza si tratta di un ritorno al passato, ovvero all’ultima legge elettorale costituzionale, il Mattarellum, ma rivisto un po’ in chiave moderna. In sostanza la nuova legge sarebbe identica alla vecchia, ma prevedererebbe il doppio turno alla francese. Le modalità di elezione sarebbero le stesse, ma poi i due partiti che prendono più voti vanno al ballottaggio. La proposta piace al Movimento 5 Stelle in quanto è dato come il primo o secondo partito d’Italia, titolo che si gioca con il PD, mentre non piace affatto a Berlusconi dato che in questo caso Forza Italia verrebbe relegato in disparte.

Qui la partita si gioca su un dettaglio, una piccola parolina che però potrebbe cambiare il corso degli eventi. La proposta di Renzi e Grillo riguarda il ballottaggio tra partiti, quella che piace al Centrodestra riguarda le coalizioni. Se si considerassero infatti i due poli principali, Centrodestra e Centrosinistra, in questo caso sarebbe Berlusconi che andrebbe al ballottaggio dato che Forza Italia più Nuovo Centrodestra più Lega, Autonomie, Fratelli d’Italia e chi più ne ha più ne metta riuscirebbero ad ottenere una percentuale maggiore del Movimento 5 Stelle da solo.

Per chi fosse troppo giovane per ricordare il Mattarellum (l’ultima volta che è stato usato era il 2001) il 75% dei posti in Parlamento veniva assegnato in modo maggioritario, il 25% proporzionale. A questa distinzione vanno aggiungi 75 seggi di premio di maggioranza se il primo partito vincesse le elezioni con uno scarto sostanziale (200 seggi), cosa che con il doppio turno si avrebbe senza dubbio visto che basterebbe raggiungere il 54%. Il doppio turno verrebbe annullato solo se i 200 seggi di differenza si ottenessero già al primo turno, ma con le forze in campo in questo momento sembra impossibile. Inoltre ci sarebbe una soglia di sbarramento per entrare in Parlamento del 4%, il che significa che tutti i partiti e partitini minori rimarrebbero fuori dai giochi.

Foto: © Thinkstock

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