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Madri e figlie, le suggestive foto narranti di Gabriele Morrione

madri e figlie Gabriele Morrione

Le  Madri e Figlie immortalate dallo sguardo profondo di Gabriele Morrione proiettano l’osservatore in una dimensione primordiale ed intima. Una sfera costellata di intrecci complessi, intese incrollabili e sentimenti contrastanti. Un cerchio imperfetto eppure chiuso, altrimenti inviolabile, se non fosse per l’occhio del fotografo, quello sguardo maschile, unico elemento padre all’interno di un paesaggio dell’anima femminile.

Ed è proprio quello sguardo ad aprire un varco, a lasciar trapelare, in una fessura, la curiosità maschile per i misteri inviolati, i sentimenti femminili più reconditi. L’obiettivo di Morrione rovescia luce sui legami in bianco e nero, senza tempo, come quelli intessuti da una madre e una figlia, quasi impossibili a raccontarsi, sicuramente forti e duri a viversi.

Gabriele Morrione foto mostra madri e figlieUna foto complessa, quella che prova ad immortalare una madre e una figlia, al punto da richiedere l’utilizzo di più tecniche narrative: l’immagine e la scrittura. Lo sguardo del fotografo si autodenuncia così incompiuto, lasciando parlare, insieme alle istantanee, le protagoniste degli scatti, i loro ricordi, le emozioni nate, con violenta tenerezza, nell’osservarsi in quelle foto, subito o a distanza di anni.

Una fusione tra generi interpretativi che non disturba mai lo sguardo, tutt’altro: ne ampia il raggio di visione, restituendoci ritratti meno silenziosi e più veri di quelle vite di madri e di figlie. Le ottanta madri e novanta figlie raccontate da Morrione testimoniano una diversità di sentimenti ed emozioni che turba, in più di un’occasione, lo sguardo. Lo spettatore è quasi costretto a specchiarsi negli stessi turbolenti moti dell’anima, colti sul volto di chi è madre e di chi è figlia, ad interrogarsi sulla natura profonda di quel legame, a soffrire per quelle ombre e quei contrasti che ora emergono, nella loro evidenza quasi drammatica.

Mentre la madre è ferma, orgogliosa delle sue somiglianze, la figlia si muove per allontanarsene, con lo sguardo rivolto verso un altrove tanto non ben definito quanto essenziale per trovare la propria forma.  Ma un punto fermo è sempre in vantaggio,  può osservare l’intero percorso senza perdersi nel flusso della fuga e del movimento, può essere madre per sempre, come un orizzonte immutabile. Così si può compiere quella speciale alchimia del rapporto tra una madre e una figlia, un rapporto che si consuma in un grembo fermo e in due occhi che si allontanano da quella forza statica. Figlie che voltano l’angolo ma continuano a sentire alle spalle un’inarrestabile linfa e sostegno, una presenza madre capace di colmare ogni altra assenza, di contrastare persino la morte in un abbraccio infinito.

Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.

Le mani della Madre (Rainer Maria Rilke)

“Madri e figlie” 80 fotografie, a cura di FONDACO – Arte e Architettura. Inaugurazione mostra sabato 18 gennaio 2014 presso spazio Pastificio Cerere, via degli Ausoni, 3 – Roma San Lorenzo.
La mostra resterà aperta fino a sabato 1 febbraio con chiusura domenicale e orario 17,00-21,00. Le fotografie, realizzate su pellicola fotografica tradizionale in bianco e nero, sono state tutte stampate personalmente da Gabriele Morrione.

Gabriele Morrione
Madri e figlie
Infinito Edizioni, in libreria da marzo 2014
ISBN: 9788868610111
pp 128, euro 25 

Foto: © Courtesy of Gabriele Morrione
Si ringrazia Caterina Falomo di Penna Rossa Press Lab per la cortese collaborazione e per il materiale.

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