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Carceri, pronto decreto per liberare tremila detenuti

detenuto

Non è un condono, un indulto o un’amnistia, ma è almeno un modo per liberare le carceri sovraffollate da un certo numero di detenuti. Il provvedimento che oggi il Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri porterà al Consiglio dei Ministri tenterà di alleggerire ulteriormente la situazione delle case circondariali italiane fin troppo affollate. Un aspetto da sottolineare di questo provvedimento è che non si liberano questi tremila detenuti stimati, ma semplicemente verranno sottoposti a regimi di sorveglianza fuori dal carcere.

Il nuovo provvedimento si applicherà a tutti i detenuti con meno di due anni da scontare ancora in carcere. Per questi verranno stabilite diverse pene alternative. Quella più comune saranno gli arresti domiciliari, per i quali si sperimenterà il famoso braccialetto elettronico che viene applicato in Italia con qualche anno di ritardo. In questo modo verranno liberati circa 1500 detenuti. Un altro migliaio circa verrà affidato ai servizi sociali, pena che oggi toccherebbe a chi ha ancora 3 anni da scontare, ma che viene aumentata a 4.

Infine diverse migliaia di detenuti, ma in questo caso saranno molto meno, verranno rimpatriati. Sono gli extracomunitari che, secondo la legge Bossi-Fini, dovrebbero essere espulsi dal Paese quando gli mancano due anni da scontare. Ma siccome spesso non c’erano soldi per accompagnarli oltre la frontiera, alla fine restavano in Italia ad ingolfare le carceri. Adesso si tenterà di rimpatriarne il più possibile. Tra gli altri provvedimenti ci sono l’eliminazione del reato di recidiva per i tossicodipendenti, i quali verranno inviati nelle comunità di recupero, e l’istituzione della figura del Garante nazionale dei detenuti.

Il Ministro ha anche fatto cenno alla possibilità di aggiungere a questi provvedimenti anche delle politiche di reinserimento nel mondo del lavoro degli ex detenuti facendogli fare corsi professionali, concedendo borse di studio e tirocini. Infine il problema dei tempi dei processi verrà trattato a latere di questa questione, nel tentativo di trovare il modo di ridurre l’attesa fino alla sentenza definitiva.

Foto: © Thinkstock

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