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Inps ex Inpdap, Letta risolve il buco di bilancio

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L’allarme pensioni è rientrato. Enrico Letta, definito da Il Giornale “Mago”, è riuscito a coprire i circa 25 miliardi di buco dell’istituto di previdenza (che secondo il Governo erano 9) che recentemente erano saliti alla ribalta dopo l’allarme lanciato dal presidente Antonio Mastrapasqua. L’Inps è sempre stato un istituto in salute. O almeno lo era fino a pochi anni fa. Da quando però è stato inglobato anche l’Inpdap, ovvero l’istituto di previdenza dei dipendenti statali, il banco è saltato.

Il funzionamento era semplice: una volta l’Inps incassava i contributi da chi lavorava ed elargiva le pensioni non proprio elevatissime. Con l’accorpamento dell’Inpdap questo sistema non ha funzionato più in quanto i pensionati statali sono tantissimi e spesso con pensioni d’oro, ma i contributi sono sempre di meno visto che non c’è il turnover. L’istituto aveva già un importante buco di bilancio, ed ora che è stato inglobato dall’Inps la situazione non è per nulla migliorata.

Il rischio era che l’Inps fallisse, lasciando i pensionati senza un euro. Ma ora questo pericolo non c’è più. Quello che Letta è riuscito a fare in realtà è una sorta di trucco contabile. Tecnicamente si chiama “regolarizzazione contabile” con la quale ed in sostanza è come se si tirasse una linea sulla voce “debiti”. Aumentano i contributi per gli autonomi (dal 21 al 22% fino al 2015 quando si arriverà al 23,5% e al 2016 quando salirà al 24%). Ma in realtà la regolarizzazione non può essere solo questa. Di certo aumentare di uno o due punti percentuali i contributi degli autonomi, molti dei quali evadono pure, non porterà tutti i soldi che servono. E allora Letta ha semplicemente dichiarato coperto il buco. Secondo lui era solo una sorta di errore contabile e dunque adesso questo non esiste più. Per questo la definizione di “mago” risulta quantomai azzeccata: Letta ha fatto una magia, senza che noi capissimo come ha fatto sparire il debito. Ma sarà vero?

Foto: © Thinkstock

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