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Imu 2013, chi paga e quanto, guida alla tassa sulla casa

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L’Imu è pronta per il canto del cigno. Il 16 dicembre, a scanso di novità dell’ultimo momento, gli italiani dovranno versare l’ultima rata prima di vedere svanire nel nulla questa odiata tassa. O per essere più precisi, più che svanire nel nulla l’Imu verrà inglobata in una tassa più grande, la Iuc. Ma dunque chi la pagherà? E quanto? Questa distinzione è importante in quanto ritornerà anche nel 2014 per quanto riguarda la fatidica nuova tassa sulla casa.

Ma cominciamo con l’Imu, aspettando di vederci chiaro sulla Iuc. Si paga sulle abitazioni principali di pregio, sulle seconde case, le terze e così via, anche se vuote o concesse a titolo gratuito ad amici e parenti, sui terreni agricoli dati in affitto o incolti (in pratica tutti i terreni non destinati alla produzione “professionale”); le prime case di persone che vivono stabilmente in cliniche o case di riposo, oppure che vivono all’estero, alcune pertinenze delle abitazioni (ad esempio un capanno che non fa parte dell’abitazione principale), e tutti gli altri tipi di immobili che non rientrano nella prima casa, dunque uffici, fabbricati e via dicendo. Per contro vengono esentate dall’Imu le abitazioni principali non di pregio, le pertinenze dell’abitazione principale (ad esempio una soffitta o un garage), i terreni agricoli coltivati da un coltivatore diretto, l’abitazione del coniuge separato (ma solo se si trova in un altro Comune) e gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa.

Da questo elenco bisogna segnalare un’eccezione, rappresentata dai proprietari delle prime case che sono ubicate nelle città che negli ultimi mesi hanno aumentato l’aliquota. Questi dovranno pagare a gennaio la differenza legata all’aumento, ma parliamo comunque di poche decine di euro. A meno che nel frattempo il Governo non trovi risorse per accollarsi l’intero ammontare. Un’altra eccezione è rappresentata dagli immobili dichiarati inagibili o inabitabili che dovranno pagare l’Imu al 50%.

Fatto l’elenco di chi dovrà pagare, ora resta da capire a quanto ammonta il balzello. Dire in questa sede la cifra precisa è impossibile perché l’importo viene stabilito dal Comune. L’ammontare resta comunque più o meno la metà di quanto pagato lo scorso anno dato che la cifra intera è la stessa, ma a giugno è già stata versata la prima rata. Il saldo è leggermente superiore alla prima rata in quanto molti Comuni hanno alzato l’aliquota nel frattempo. L’aliquota massima ammonta all’1,06%.

Foto: © Thinkstock

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