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Impeachment per Napolitano, lo strano asse Berlusconi-Grillo

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impeachment

Giorgio Napolitano è stato il primo Presidente della Repubblica ad essere eletto due volte di fila al Quirinale. Ma potrebbe essere anche il primo a subire l’onta dell’impeachment. Tale eventualità è sempre più vicina dopo l’annuncio di Forza Italia di uscire dal Governo ed il discorso di ieri di Berlusconi che, a sorpresa, ha annunciato di voler seguire Beppe Grillo almeno in una battaglia: quella contro l’attuale Governo e contro chi lo sostiene, ovvero proprio Napolitano.

Ma per capire meglio la situazione, bisogna fare un passo indietro all’ultimo V-Day di Genova. In quell’occasione Grillo ha ribadito il concetto di parzialità del Capo dello Stato. Secondo la Costituzione il Presidente della Repubblica dev’essere arbitro, una figura terza, ma negli ultimi anni ha chiaramente favorito il Partito Democratico fino a dare mandato di governare ad una maggioranza diversa da quella uscita dalle elezioni. Per questo da diversi mesi il comico ha chiesto un atto formale di impeachment per il Capo dello Stato, l’unica motivazione, insieme a quella di alto tradimento, in grado di sollevare dal suo incarico la più alta carica istituzionale. Così si arriva al V-Day del 1° dicembre e alla dichiarazione di Grillo:

è pronto l’impeachment per Napolitano.

Lì per lì sembrava che fosse una delle tante accuse del leader del Movimento 5 Stelle alle istituzioni, che come sempre sarebbe caduto nel vuoto. Ieri però Berlusconi lo ha rilanciato, e sembra davvero serio. Dopo che Napolitano ha continuato a sostenere la leggitimità di questo Governo anche dopo l’uscita di Forza Italia, e soprattutto dopo che gli ha negato la Grazia (o per meglio dire, non ha fatto nulla per proteggerlo dalla decadenza), Berlusconi è passato alle minacce ed in una lettera ai suoi militanti ha scritto:

L’intreccio fra logiche politiche della sinistra e strumenti giudiziari sta mettendo seriamente in pericolo il concetto stesso di libertà, democrazia, stato di diritto. A questo disegno, dispiace dirlo, non sono estranei i più alti organi di garanzia delle nostre istituzioni.

E poi soprattutto

Dobbiamo sostenere la battaglia di Grillo contro il Quirinale. Valutando anche la strada dell’impeachment.

Un tuono vero e proprio a cui già alcuni dei suoi fedelissimi, con a capo Daniela Santanché, si sono accodati, annunciando l’intenzione di votare a favore di un eventuale decadenza proprio del Presidente della Repubblica. Probabilmente tra grillini e berlusconiani non si riuscirà a raggiungere il numero minimo per sollevare dall’incarico il Presidente della Repubblica, ma si tratterà di un segnale talmente forte da spingere Napolitano alle dimissioni.

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