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Reddito minimo garantito, il Governo lo introduce in via sperimentale

coppia con assegno

Il Governo ha deciso: è arrivato il momento di introdurre il reddito minimo garantito. Uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle in campagna elettorale, che anche il PD ad un certo punto ha fatto suo per non sembrare da meno, diventa legge dello Stato dall’oggi al domani, senza che nei giorni scorsi ci fosse stato un vero e proprio dibattito. Visto che però si tratta di qualcosa di completamente innovativo per la legge italiana, non varrà subito per tutti ma soltanto in via sperimentale “in piccolo”.

Il reddito minimo garantito, che negli Stati Uniti si chiama sussidio di disoccupazione, è previsto in tutti i Paesi europei tranne che in Italia e in Grecia. Si tratta di un assegno che viene versato ai cittadini disoccupati o che vivono al di sotto della soglia di povertà, cioè che pur guadagnando qualcosina non riescono a raggiungere il reddito minimo. Secondo i calcoli del Governo, garantire a tutte le persone sotto il livello di povertà un assegno mensile di 600 euro costerebbe circa 7 miliardi, quasi il doppio dell’eliminazione dell’Imu, una cifra veramente difficile da reperire. E allora ecco l’escamotage.

Anziché inserire il reddito minimo garantito nella legge di stabilità e farlo quindi valere per tutti, il Pd ha deciso di inserirlo in via sperimentale all’interno di un emendamento. Sono stati stanziati così 40 milioni di euro all’anno per la “Sia”, ovvero il Sostegno per l’Inclusione Attiva. In pratica un numero ristretto di cittadini, poco più di cinquemila secondo i calcoli, accederà a questo fondo che, secondo i relatori dell’emendamento, è

volto al superamento della condizione di povertà, all’inserimento e al reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale.

In sostanza vale il principio del reddito minimo garantito che prevede che la persona che beneficia dell’assegno debba dimostrare di stare cercando attivamente il lavoro, iscrivendosi presso gli uffici di collocamento o altri tipi di registri. Perderà così l’assegno o se trovasse il lavoro, o dopo il rifiuto di un certo numero di offerte. Per quanto riguarda la copertura, i 120 milioni che serviranno a coprire l’investimento nei tre anni arriveranno dal contributo di solidarietà, ovvero una tassazione aggiuntiva sulle cosiddette pensioni d’oro, quelle cioè di oltre 90 mila euro all’anno. Ancora non è stato stabilito chi ne beneficerà, ma a quanto pare queste risorse saranno dirottate verso le grandi aree urbane.

Foto: © Thinkstock

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