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Redditometro, come cambiano i parametri con il nuovo metodo

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lettera redditometro

Come spesso accade in Italia, quello che esce dalla porta rientra dalla finestra. Un mese dopo la bocciatura del Redditometro, eccolo rientrare sotto una nuova veste, ma sempre con lo stesso nome. L’Agenzia delle Entrate non demorde, e nonostante i profili di violazione della privacy mostrati con il precedente metodo, adesso ha aggiustato il tiro e tenta con una nuova strategia per stanare i cosiddetti “furbi” che Monti chiamava più semplicemente “ladri”.

Per quanto riguarda questo nuovo strumento, il legislatore ha tenuto conto delle direttive del garante sulla Privacy, quindi almeno teoricamente questi nuovi parametri non dovrebbero essere contestabili. Il principio resta sempre lo stesso, ovvero cercare di capire chi ha speso più di quello che ha guadagnato, e come e perché lo ha fatto. La base sono le cosiddette “spese certe”, cioè quelle di cui si hanno tracce effettive (acquisto di un’auto, vacanza in un centro benessere, e così via), le quali accantonano il paniere Istat. Questa scelta è stata fatta perché prima si dava per scontato che nel paniere Istat ci fossero tutte quelle spese che gli italiani fanno di sicuro. Ma non è detto che una persona tutti gli anni acquisti ogni prodotto elencato dall’Istituto di Statistica. Dunque, a meno che quelle voci di spesa non siano accertate, non vengono considerate nella spesa media del contribuente.

La ragione per cui questa scelta è stata fatta è perché anche se si tratta delle spese dell’italiano medio, non è detto che il contribuente specifico che si sta controllando abbia ad esempio soggiornato in un albergo nel corso dell’anno, abbia fatto delle vacanze o abbia acquistato uno smartphone. Può anche darsi che per esempio per acquistare un’auto da 30 mila euro abbia rinunciato a qualsiasi altra spesa.

Seconda novità: il cosiddetto fitto figurativo. Si tratta di un importo che veniva addebitato al conto spese del contribuente che non risulta avere un immobile di proprietà o un contratto di locazione dichiarato. In linea di principio è giusto, si fa per far emergere gli affitti in nero, ma può anche darsi che questo contribuente viva in casa di un amico, della fidanzata o di un parente, dunque senza pagare l’affitto. Per il principio della spesa certa, anche il fitto figurativo viene dunque abolito. Altro motivo per cui è stato abolito è che si è scoperto che automaticamente il fitto figurativo veniva attribuito anche a 2 milioni di minorenni che risultavano vivere in case senza affitto, quando in realtà vivevano con i genitori. Il fitto figurativo però non sparisce del tutto ma si potrà applicare solo dopo gli accertamenti secondo i quali non risulterebbe che il contribuente vive a carico di qualcun altro.

Altro passo importante è la verifica dell’esattezza dei dati. Nel poco tempo in cui il vecchio Redditometro è stato in funzione, ci sono stati molti errori, dunque adesso verranno considerati altri parametri famigliari per poter avere una stima più precisa della situazione. Inoltre il contribuente oggetto del controllo verrà informato dell’attività dell’Agenzia e, nel caso in cui fossero riscontrate anomalie, ha il diritto al contraddittorio in cui dovrà ribattere non della sua intera situazione finanziaria, ma dello specifico punto che agli inquirenti non risulta chiaro.

Foto: © Thinkstock

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