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Il programma della Lega Nord, tra federalismo ed infrastrutture

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La Lega Nord è il partito più a destra della coalizione di Centrodestra. Non ha ancora indicato un candidato Premier (potrebbe essere Tremonti), ma si sa che sarà alleata con il PDL ed altri partiti minori di destra, per lo più liste civiche che portano voti alla coalizione. Il suo obiettivo da anni è quello di portare vantaggi al popolo del Nord Italia, mentre quelli del Sud dovrebbero “arrangiarsi”, ed anche se le sue posizioni ultimamente si sono ammorbidite, sono le più nette tra quelle dei partiti che andranno al voto, come dimostra il programma elettorale.

Il principale punto del programma della Lega Nord che sta a cuore ai leghisti è certamente il federalismo. Oltre alla bozza già avviata nel precedente Governo, che di fatto ancora non ha cambiato nulla, l’idea è sfoltire le varie figure amministrative, come le Prefetture o altri Enti locali, e trasferire le competenze alle Regioni, ridurre le Province, concedere maggiore partecipazione al popolo con il voto diretto per tutti gli amministratori locali ed assegnare il titolo di statuto speciale a tutte le Regioni che devono avere competenze legislative. Altre idee sono dividere l’Italia in tre Macroregioni (Nord, Centro e Sud), riduzione della spesa pubblica (con tanto di dimezzamento dei parlamentari e riduzione delle spese della politica), ed istituire la “Camera Federale” per superare il bicameralismo perfetto attuale, che abbia delle competenze proprie.

Un altro punto importante del programma della Lega è quello delle infrastrutture. In particolare l’intenzione è di aumentare l’edilizia popolare che risponda alle strategie più moderne di risparmio energetico, preservazione e valorizzazione del territorio, limitando la cementificazione e l’erosione del suolo, migliorando i servizi ai cittadini riformando i piani urbanistici e fornendo aiuti ed incentivi a chi presenta progetti in tal senso. È importante inoltre ridurre la burocrazia ed il recupero delle aree dismesse, ad esempio da sfruttare per l’installazione delle rinnovabili. Uno dei pochi punti chiari e precisi della Lega è l’opposizione alla costruzione di moschee sul territorio da lei governato. Tra le infrastrutture previste ci sono quelle che attraversano le Alpi (vedi TAV), sistemi di trasporto e scambio merci, nuovi aeroporti e miglioramenti negli esistenti al Nord, autostrade del mare (investimenti nei porti), regionalizzare le competenze sui trasporti e ridurre le tariffe, lotta a qualsiasi tipo di inquinamento.

Gli altri punti chiave del programma della Lega sono:

  • agricoltura e caccia (promozione della caccia, incentivi per i prodotti made in Italy, no agli OGM);
  • famiglia (quoziente familiare);
  • turismo (introdurre insegnamenti scolastici basati sulla valorizzazione dei beni naturali e culturali, abolizione dell’IRPEF per i primi 3 anni a chi investe nel turismo ed assume giovani sotto i 35 anni, miglioramento infrastrutture);
  • comunicazione (sviluppo banda larga, defiscalizzazione per chi investe nel campo tecnologico);
  • Europa (realizzare euroregioni e non una comunità unica, referendum sull’Euro);
  • giustizia (costruzione nuove carceri e recupero di quelle dismesse, carcere duro anche per chi commette reati gravi ma non mafiosi, rieducazione e reinserimento sociale dei detenuti, espulsione detenuti stranieri, soggiorno obbligatorio per i mafiosi in città decise dal giudice e non dove si ha la residenza, riforma della giustizia minorile da rendere più snella, regole stringenti per la concessione della cittadinanza, nomina elettiva dei giudici di pace, maggiori poteri al sindaco in fatto di sicurezza, regolamentazione della prostituzione);
  • beni culturali gestiti dalle Regioni;
  • welfare (contratti di lavoro macroregionali, abolizione del valore legale della laurea, costi standard nella sanità, aiuti alle scuole private, classi ponte per gli extracomunitari che non andranno nelle classi degli italiani finché non conosceranno perfettamente la lingua).

Fonte: Lega Nord
Foto: Lega Nord su Facebook

 

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