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Tasse italiane più alte d’Europa e tra le più alte al mondo

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Sembra impossibile, ma ci sono una cinquantina di Stati nel mondo in cui le tasse sono più alte delle nostre. Certo, sono economie sottosviluppate come quella della Colombia (76%) e Bolivia (83,4%) o Paesi falliti come l’Argentina che ha il tax rate più alto al mondo, ben 107,8%. Ma in Europa siamo la nazione con le tasse più alte. A stabilirlo è il Paying Taxes 2014, rapporto stilato dalla Banca Mondiale, Ifc e Pwc, i quali valutano il grado di tasse pagate in un Paese, e quanto questo incide anche sulla produttività.

Nell’elenco mondiale composto da 189 nazioni, l’Italia è al 138° posto. La nazione dove si pagano meno tasse al mondo è invece il Qatar (appena l’11,3%) dove ad esempio i profitti delle imprese non vengono toccati, seguita dal Kuwait (12,4%) e dal Bahrain (13,5%). Tra i Paesi che non possono fare affidamento sul petrolio per sopravvivere, ma devono tirare avanti con le tasse, quello più virtuoso è la Croazia, l’unico Paese europeo a non tassare i proventi delle imprese ma solo quelli dei lavoratori, la quale ha un carico fiscale di appena il 19,8%. Il nostro è invece stimato al 65,8%. Come detto, il più alto d’Europa e tra i più alti al mondo.

Facciamo peggio persino della Grecia, dove ogni giorno c’è una manifestazione anti-governativa, ma dove la pressione fiscale è appena al 44%. Il peso sulle spalle degli italiani viene misurato per il 20,3% sulla tassazione sui guadagni, per il 43,4% sul lavoro, a cui si aggiunge un altro 2,1% sotto la voce “altre tasse”. Solo due Paesi in Europa superano la soglia del 60%, l’altro è la Francia.

Ma tutte queste tasse, oltre che togliere ricchezza agli italiani, sottraggono anche ore che si potrebbero impiegare più remunerativamente. Stando sempre allo studio della Banca Mondiale, le ore che ci vogliono per calcolare e pagare tutti gli adempimenti fiscali per un imprenditore italiano ammontano a ben 269 che ci piazzano al 27° posto su 32 in Europa. Calcolando una giornata lavorativa di 8 ore, è come se ogni anno si sprecasse oltre un mese (33 giorni) solo per calcolare e pagare le tasse. Come sempre a pesare più di tutte sono le tasse sul lavoro, seguite dalle tasse sull’impresa e da quelle sui consumi. Gli italiani ci impiegano così tanto anche perché sono tanti i versamenti da corrispondere: ben 15 in un anno. Per capirci, nei Paesi scandinavi sono appena 4 e la media europea, escludendo l’assurda situazione della Romania (39) è inferiore ai 10 pagamenti.

Si capisce, guardando questo quadro, come mai un recente studio realizzato da Indagine Club dell’Economia e dal Censis su un campione di italiani abbia dimostrato che l’Italia è un Paese buono solo per i politici, la finanza globale e per farci le vacanze, ma guai in questo Paese ad essere un lavoratore comune o uno studente. Per queste categorie, che poi rappresentano il 90% della popolazione, non c’è futuro.

Foto: © Thinkstock

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