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Caso Cancellieri, nuove rivelazioni avvicinano la sfiducia al Ministro

prigione

Il Ministro Cancellieri sempre più vicina alla sfiducia. Sembrava una mozione isolata quella del Movimento 5 Stelle, l’unico ad opporsi alla strenua difesa che tutti gli altri partiti avevano fatto dell’attuale Ministro della Giustizia la scorsa settimana. Ed invece sono sempre di più i parlamentari che adesso hanno cambiato idea dopo le ultime verità venute a galla sul rapporto tra la Cancellieri e la famiglia Ligresti.

Nella sua “arringa difensiva” tenuta in aula pochi giorni fa, il Ministro della Giustizia si era giustificata affermando di aver fatto soltanto una telefonata per conoscere lo stato di salute della nipote di Antonino Ligresti che, a suo dire, rischiava di morire in carcere, e di non aver fatto pressioni per liberarla. Dagli ultimi tabulati però si scopre che di telefonate ce ne sono state più di una. Magari non fatte tutte da lei, ma quelle che nello stesso periodo intercorrevano proprio tra suo marito ed Antonino Ligresti sono più che sospette.

Se ad una di queste sei telefonate è seguita subito dopo quella della Cancellieri che ha di fatto liberato Giulia Ligresti, è facile intuire quantomeno che il sospetto è lecito. Ma il problema non è tutto qui. Il Ministro avrebbe mentito al Parlamento non solo sulle 6 telefonate fatte dal marito, ma anche su quelle che lei stessa avrebbe fatto. Ha infatti dichiarato di aver chiamato solo una volta la famiglia Ligresti, ma dai tabulati risulta che in quei giorni di telefonate ne ha fatte almeno tre. Da questo ne consegue che non si è trattato solo di un semplice interessamento per una causa “umana”, ma si trattava eccome di pressioni interessate per venire incontro ad una famiglia amica, con la quale la famiglia della Cancellieri ha intrattenuto rapporti anche lavorativi.

Il risultato è che la mozione di sfiducia individuale mossa dal Movimento 5 Stelle e calendarizzata per giovedì 21 novembre passa dall’essere una mera formalità senza conseguenze ad una probabile sfiducia per il Ministro. La mozione è stata infatti anticipata di un giorno, ed una larga fetta del PD, quella cioè guidata da Civati, Renzi, Franceschini, Letta, Fassino e Veltroni, sembra concordare con la sfiducia. Se PD e M5S riuscissero a mettere insieme i voti, probabilmente anche con l’appoggio di Sinistra Ecologia e Libertà, il Ministro della Giustizia potrebbe essere sfiduciato.

Foto: © Thinkstock

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