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Legge elettorale, ancora uno stop: ecco le posizioni dei partiti

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elezioni presidente della repubblica

Napolitano chiama ma il Parlamento non risponde. Si blocca di nuovo l’iter sulla legge elettorale dopo che in commissione ieri sera non si è raggiunto il numero sufficiente per far passare la proposta PD. Servivano almeno 13 voti a favore, ma la conta si è fermata a 11, ovvero i voti proprio del PD, più SEL e Scelta Civica. I 10 del PDL e della Lega hanno votato contro mentre i 4 di 5 Stelle e Autonomie si sono astenuti. Morale della favola: ancora l’ennesimo rinvio. Questa volta è stato chiesto solo per una settimana, ma non sembra ci siano prospettive per far salire questo numero di altri due voti. Ma quali sono le proposte?

Proposta PD: il Partito Democratico, pur senza la completa condivisione dell’intero partito, chiede una legge elettorale sullo stile di quella francese. In sostanza si inserisce il concetto di doppio turno: si va alle elezioni normalmente ma poi i due partiti che hanno ottenuto più voti vanno al ballottaggio, a meno che uno dei due non abbia preso più del 51% dei voti. All’interno del PD c’è però l’ala renziana che a breve presenterà una sua proposta sul modello dell’elezione dei sindaci, ovvero vince chi prende più voti e solo in caso di pareggio si va al ballottaggio. Inoltre chi vince prende i 2/3 dei seggi. Con la proposta PD concordavano anche Sinistra Ecologia e Libertà e Scelta Civica.

Proposta PDL: il Pdl attualmente è talmente diviso da non aver proposto una vera legge elettorale. Al partito di Berlusconi sembrerebbe andar bene il Porcellum, ma al massimo punta a ridurre da due ad uno i giorni di votazione.

Proposta M5S: i grillini invece propongono un sistema alla spagnola modificato, cioè un sistema proporzionale che però preveda la possibilità di inserire le preferenze.

Proposta Lega Nord: i leghisti invece preferivano tornare al Mattarellum, ovvero il vecchio sistema elettorale. In questo caso vengono reintrodotte le preferenze ed il sistema è maggioritario per il 75% e proporzionale per il restante 25%. Alla fine dei conti è molto probabile che sia questo il sistema che verrà utilizzato visto che anche i partiti di sinistra pensano di inserire una clausola secondo la quale, se entro le prossime elezioni non si sarà trovato l’accordo su una nuova legge, si torni a quella precedente.

Foto: © Thinkstock

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