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Fukushima riparte dall’eolico, parco costruito davanti la centrale nucleare

turbine eoliche

Solo pronunciare il nome di Fukushima oggi fa venire i brividi. Questo nome, che fino al 2011 era sconosciuto al di fuori del Giappone, oggi è diventato il simbolo del disastro nucleare, superando persino Chernobyl. I giapponesi però non vogliono che il nome della loro Prefettura rimanga per sempre nella memoria mondiale con un’accezione negativa, e soprattutto non vogliono fare la fine di Chernobyl dove, a quasi trent’anni dall’incidente nucleare, ancora l’area è invivibile ed inutilizzata. Per questo hanno deciso di passare al contrattacco.

Come una sorta di legge del contrappasso, hanno riconvertito l’area. Quella che una volta era una delle zone più nuclearizzate del Giappone, ora diventerà un’area eolica. Un parco eolico galleggiante è stato progettato già un paio di anni fa a pochi chilometri dalla costa proprio dove sorge la centrale di Fukushima-Daichi. Ora è stata completata la prima turbina, dotata di pale lunghe 80 metri ed in grado di produrre 2 Megawatt di energia completamente pulita. Si tratta di un progetto monumentale, considerando la tecnologia, tanto che vi partecipano 10 consorzi privati più l’Università di Tokyo.

Il progetto è a lungo termine, e si prevede possa essere completato nel 2016. Per allora tutte le turbine si calcola saranno in grado di produrre 7 Megawatt di elettricità, con picchi di 12. Si tratta di una porzione minima rispetto a ciò che era in grado di fare una centrale nucleare, ma creerebbe lavoro e darebbe una speranza ad un’area che per adesso risulta praticamente morta. Il parco eolicio sarebbe infatti in grado di alimentare da solo una città con migliaia di abitazioni.

Vorrei che fosse un gran successo che simboleggiasse la ricostruzione di Fukushima, ferita dall’incidente nucleare, è un passo avanti per l’utilizzo dell’energia

ha dichiarato il vice ministro dell’industria giapponese Kazuyoshi Akaba che ha fortemente appoggiato il progetto.

Foto: © Thinkstock

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