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Tuc, arriva la tassa comunale che sostituisce tutte le altre

tassa sulla casa

Fino ad oggi il nome “Tuc” riportava alla mente un biscotto salato, buono da sgranocchiare. Da questo momento in poi questo stesso nome sarà associato ad un biscotto molto amaro. Talmente amaro che crediamo che la Saiwa che produce i Tuc sarà costretta a cambiargli il nome. Tuc sta per Tributo Comunale Unico ed in sostanza va a sostituire Imu, Service Tax, Trise, Tares e tutte le mille sigle che si sono susseguite negli ultimi tre anni.

Il Tuc, se dovesse passare, sostituirà dal 2014 l’Imu, e peserà sulle tasche dei contribuenti nella misura del 10,6 per mille sul valore dell’immobile. Questa è la definizione che dà il Sole24Ore questa mattina:

Il Tuc sostituisce, per la componente immobiliare, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, e l’imposta comunale sugli immobili; per la parte dei servizi, i costi relativi alla gestione dei servizi indivisibili.

Detta in altre parole, nel Tuc rientrano l’ex Imu, cioè l’imposta sugli immobili, e l’ex Tasi, ovvero l’imposta comunale sui servizi indivisibili. Ma siccome l’Imu è stata abolita sulle prime case, la parte che riguarda l’imposta sugli immobili, ovvero circa l’80% della tassa, non si applicherà sulla prima casa. In caso di seconda casa affittata, comunque questa parte rimarrà a carico del proprietario.

Per quanto riguarda la parte eccedente, ovvero il 2,5 per mille che va a sostituire la Tasi, dovrebbe essere corrisposto per l’1,5 per mille da chi usufruisce dell’immobile, quindi dall’inquilino (in sostanza paga la vecchia tassa sui rifiuti) e per l’1 per mille invece rimane a carico del proprietario. La buona notizia è che questa tassa verrà ridotta nei prossimi anni. Nel 2015 infatti costerà il 10% in meno, e nel 2016 calerà di un ulteriore 10%.

Probabilmente, a questo punto, la maggior parte dei lettori avrà in mente una confusione tale da concludere di averci capito poco o nulla. Cerchiamo di semplificare il tutto: le tasse non cambiano di sostanza, ma cambiano soltanto di nome. Conviene dimenticare tutte le ipotesi fatte in questi mesi su Service Tax e soci, e ritornare a ragionare con le tasse vecchie. La Tuc in sostanza sarà l’Imu più la Tares, con la parte Imu sempre a carico del proprietario e la parte Tares sempre a carico dell’inquilino. Per la prima casa la parte della vecchia Imu non si paga. Il saldo però sarà inferiore rispetto a prima. Ciò significa che la tassa, complessivamente, costerà di meno ai cittadini, tanto che per trovare la copertura il Governo pensa di vendere i beni demaniali come le spiagge.

Foto: © Thinkstock

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