Il programma di Sinistra Ecologia e Libertà, per far tornare l’Italia un Paese di sinistra

di Onofrio Marco Mancini
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Sinistra Ecologia e Libertà, meglio conosciuto come SEL, è il principale alleato del PD nel centrosinistra. Il suo leader, Nichi Vendola, ha stabilito che, seppure il suo partito si presenterà con il proprio simbolo alle elezioni, si atterrà al programma e alle decisioni del suo omologo del Partito Democratico. Ad ogni modo il suo partito ha pubblicato sul suo sito ufficiale un proprio programma che, seppure non sia dettagliato come quello dei principali partiti concorrenti, è un elenco di proposte ed intenti che fa capire in che direzione SEL si muoverà se dovesse andare al Governo dopo le prossime elezioni.

L’intenzione primaria è di trasferire i valori della sinistra nel Paese. Ciò significa riorganizzazione della società in modo più sostenibile, sia in senso ambientale che sociale. Basilari sono i concetti della redistribuzione delle ricchezze, la salvaguardia dell’ambiente e dei beni comuni (acqua, tutela del territorio, ecc.), la laicità dello Stato (in particolare sulla questione omosessuali), l’uguaglianza ed il consolidamento della pace con tanto di taglio drastico alle spese militari. Sul fronte europeo l’obiettivo è quello comune a tutti i partiti, e cioè aumentare l’importanza dell’Italia nella Comunità UE, inserire la Tobin Tax sui guadagni derivanti da speculazioni finanziarie e coinvolgere i Paesi dell’Unione in progetti comuni, mentre su quello interno le battaglie principali si terranno contro le mafie e le illegalità, ed il sostegno del lavoro per giovani e donne.

L’istruzione per SEL dev’essere gratuita a tutti i livelli, libera da condizionamenti ideologici, così come devono essere liberi anche tutti i canali d’informazione. Gli altri punti programmatici sono:

  • economia (deve diventare più verde, quindi il partito punterà molto sulle rinnovabili e sui sistemi sostenibili per quanto riguarda produzione e trasporto. La mano dello Stato sull’economia si sentirà di più nei settori potenzialmente ricchi ma che per ora non generano guadagni che quindi non comportano grossi investimenti privati, in modo da generare ricchezza per la società. Un punto interessante è la sostituzione del Pil con nuovi indicatori che tengano conto della società e dell’ambiente.);
  • infrastrutture (pubbliche e aperte a tutti, e per questo saranno aumentati gli investimenti nel pubblico);
  • accesso al credito (facilitato per chi investe in rinnovamenti tecnologici, in assunzioni o in ogni tipo di rinnovamento che possa comportare il benessere dei lavoratori. Gli aiuti alle banche arriveranno solo per quelle che faranno politiche di welfare);
  • grandi opere (verranno spesi i fondi statali per quelle piccole ma di pubblica utilità, in particolare sanità e istruzione, ma anche messa in sicurezza del territorio, interventi antisismici, gestione migliore dei rifiuti, riqualificazione del patrimonio paesaggistico;
  • lavoro (equità come quando ancora i sindacati proteggevano i lavoratori ed in cui i salari erano degni di tal nome. L’autonomia contrattuale, che oggi sembra il modello che va più di moda, dev’essere superata e sostituita con il contratto di lavoro nazionale per combattere il precariato. Completano il quadro il blocco dei licenziamenti, reddito minimo garantito e la riforma con allargamento degli ammortizzatori sociali);
  • libertà di informazione (deve superare gli ostacoli moderni nella raccolta pubblicitaria e fissando il principio dell’indipendenza della stampa risolvendo il problema del conflitto d’interessi. I finanziamenti pubblici all’editoria sono garantiti anche ai piccoli giornali, e vanno mutate le leggi sul copyright e sui brevetti);
  • giustizia (dev’essere più rapida e deve trovare la soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri. L’idea è di rieducare i carcerati anziché tenerli a vita in cella).

Fonte: Sinistra Ecologia e Libertà Foto: Sinistra Ecologia e Libertà su Facebook

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