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Scioglimento ghiacciai, cosa accadrà al mondo col riscaldamento globale

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Il mondo è affetto da una grave malattia. Si chiama riscaldamento globale, e la diagnosi l’hanno fatta gli scienziati dell’IPCC, il gruppo di esperti delle Nazioni Unite, che hanno dichiarato ufficialmente malato il pianeta in un report pubblicato pochi giorni fa. Gli effetti di questa malattia sono molteplici, ed oggi ne prendiamo in considerazione uno in particolare: lo scioglimento dei ghiacciai.

Se, come previsto, le temperature dovessero salire a dismisura (si calcola da un minimo di 2 gradi ad un massimo di 5 mediamente entro fine secolo), gli effetti potrebbero essere molteplici. Tra questi c’è lo scioglimento completo o parziale dei ghiacciai di tutto il mondo, comprese anche la calotta del Polo Nord e parte di quella del Polo Sud. La conseguenza è ovvia: l’acqua che scaturisce da un ghiacciaio in scioglimento va a finire nei mari e negli oceani. Questo afflusso d’acqua fa salire il livello del mare, mettendo a rischio le città costiere che potrebbero essere inondate, e le isole che potrebbero essere completamente sommerse.

Secondo lo scenario peggiore, con lo scioglimento totale dei ghiacci (che può avvenire con incrementi di temperature anche di oltre 10 gradi previsti tra qualche migliaio di anni) il livello del mare potrebbe salire di una sessantina di metri, finendo così con il ridisegnare completamente la geografia mondiale. Una simulazione effettuata dal National Geographic ci mostra come diventerebbe.

Partiamo da ciò che è più vicino a noi, l’Europa, ed in particolare proprio l’Italia che sarebbe uno dei Paesi che subirebbe le peggiori conseguenze. Non solo città come Venezia, ma l’intera Emilia Romagna e parte del Veneto verrebbero completamente ricoperte dall’acqua. Un destino simile capiterebbe al Salento, “rompendo” il tacco dell’Italia, e così anche parte della Toscana e delle zone costiere di Sardegna e Sicilia. A sorpresa in Europa gli effetti più devastanti si avrebbero nella zona Settentrionale del Continente. Lì in pratica sparirebbero intere nazioni come Danimarca o i Paesi Bassi, o intere città come Londra. Verrebbero messe a rischio anche le zone costiere di Francia e Germania, e la parte più meridionale della Scandinavia.

Gli effetti ovviamente si avrebbero in tutto il mondo. In America ad esempio, sparirebbe la Florida e tutta la costa Est. Città come New York, Washington e Boston rischierebbero di essere spazzate via. Dalla parte opposta la Baia di San Francisco e buona parte dell’Alaska farebbero la stessa fine. La sottile striscia di terra che compone oggi il Centro America si assottiglierebbe ancora di più, mentre i grandi fiumi del Sudamerica diventerebbero praticamente talmente grandi da inghiottire le città e i villaggi vicini.

Il Continente che subirebbe meno danni sarebbe l’Africa dove sarebbe a rischio soltanto la zona più Occidentale, mentre quello più a rischio sarebbe invece l’Asia, ed in particolare il Sud-Est asiatico che congiunge con la parte Settentrionale dell’Oceania, dove i centinaia di atolli che esistono oggi verrebbero inghiottiti dall’acqua. India, Indonesia, Nuova Zelanda, buona parte di queste nazioni sarebbe destinata alla cancellazione dalla carta geografica. Probabilmente per arrivare a tanto non bastano pochi decenni ma millenni, ma con tassi di inquinamento simili l’intero processo corre il rischio di diventare pericolosamente veloce.

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