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Buste di plastica per la spesa, anche quelle leggere potrebbero sparire

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shopperDa quando è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo per quanto riguarda gli shopper, le buste di plastica che usavamo per la spesa, ormai le vecchie buste sono sparite dalla circolazione. Non vengono più usate nei supermercati, e sono state sostituite dalle buste “light”, cioè quelle più leggere e biodegradabili. O almeno così ci avevano detto. Una recente indagine dell’UE ha dimostrato che in realtà le nuove buste non sono affatto biodegradabili.

Anzi, secondo i ricercatori di Bruxelles il materiale di cui sono composte queste buste è molto difficile da riciclare. Insomma, nonostante il cambiamento, le buste di plastica ritornano ad essere un problema. Anzi, se possibile, la situazione è anche peggiore perché mentre prima le buste più resistenti venivano usate per altri scopi, queste sono praticamente inutilizzabili visto che sono fragili, e così finiscono nell’immondizia.

Secondo i dati del commissario Ue all’ambiente Janez Potocnik, ogni anno 8 miliardi di buste di plastica finiscono nell’immondizia, e da lì in discarica, provocando un “enorme danno ambientale”. Per questo bisogna agire per arrivare a ridurre di almeno l’80% il loro utilizzo. Sì ma come fare? Le proposte dell’Unione Europea sono tre: tassarle, ridurle o vietarle del tutto. Solo che qui i problemi si moltiplicano perché tassandole, si acuirebbe il problema della crisi economica; ridurle o vietarle significherebbe mettere in atto strategie complicate che sono costate all’Italia nel 2010 una procedura d’infrazione.

E nonostante questo, gli italiani risultano ancora uno dei popoli che usa più buste di plastica. Mediamente ne consumiamo 181 a testa all’anno, mentre la media europea è a 175. Di poco superiore, è vero, ma se pensiamo che i danesi ed i finlandesi ne usano 20 volte in meno di noi, ci rendiamo conto di quanto ancora inquiniamo.

Foto: © Thinkstock

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