Reddito di cittadinanza, la proposta del Movimento 5 Stelle

di Onofrio Marco Mancini
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reddito di cittadinanza

La legge sul reddito di cittadinanza comincia a prendere forma. Dopo le promesse elettorali del Movimento 5 Stelle, gli italiani avevano il timore che si trattasse di una delle solite promesse da marinaio, quelle che, una volta formato il Parlamento, si sarebbe persa nel dimenticatoio. Ed invece no, eccola qui dopo due anni di lavori. Ovviamente non si può affermare che sia quella definitiva perché è ancora una bozza realizzata da una forza non di governo, ma almeno è una base dalla quale partire.

L’idea è di realizzare il reddito di cittadinanza (presente in tutta Europa tranne che in Italia e Grecia) sul modello di quello francese che prevede un salario minimo garantito anche a chi il lavoro non ce l’ha, e nel caso in cui un cittadino lavorasse, ma guadagnasse meno del reddito minimo, otterrebbe un assegno di compensazione fino alla soglia minima di povertà. Ovviamente il tutto collegato alla ricerca del lavoro. Chi ne usufruisce infatti dovrà essere iscritto presso un ufficio di collocamento che gli offrirà fino a 3 lavori, rifiutati i quali perderà anche il diritto all’assegno.

La cifra di cui si discute è di 600 euro. In campagna elettorale Grillo aveva parlato di 1000 euro, ma sarebbe stata un cifra troppo elevata per poter essere sostenibile. Seicento euro al mese, in assegno totale o integrativo, costano allo Stato 19-20 miliardi di euro, ma per i grillini questo non è un problema perché i soldi ci sono. Secondo il piano, il contributo non sarà familiare ma personale (due disoccupati sposati o conviventi riceveranno due assegni), e la cifra verrà aumentata esponenzialmente nel caso di figli a carico. Il sussidio inoltre sarà erogato anche per quei pensionati con la minima che dunque rimangono al di sotto dei 600 euro.

La proposta è comunque ad un bivio. Da un lato infatti ci sono anche altri partiti che vedono di buon occhio l’ingresso del reddito di cittadinanza (il PD lo vuole a 500 euro, SEL a 600, ma entrambi pongono come limite un ISEE non superiore ad una certa soglia); ma dall’altro nessuno dei partiti di Governo vuole che sia il Movimento 5 Stelle a prendersi il merito di un provvedimento così popolare, e così potrebbero cercare di rallentarlo o bloccarlo del tutto, finché non verrà presentata una proposta loro.

Foto: © Thinkstock

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