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Candidati primarie PD, i programmi di Renzi, Cuperlo, Civati e Pittella

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pd logoIl prossimo 8 dicembre il PD avrà il suo quinto segretario dal giorno della fondazione. In un giorno solo i simpatizzanti del partito potranno votare per scegliere chi lo guiderà nei prossimi anni, e con ogni probabilità anche chi sarà il candidato alle prossime elezioni politiche. Ricordiamo infatti che non è automatico che il segretario del Partito Democratico sia anche il candidato alle elezioni del centrosinistra, ma è quello che ha sicuramente maggiori chance. Diamo dunque uno sguardo ai quattro candidati (tutti uomini), per capire i loro programmi elettorali, rigorosamente in ordine alfabetico.

Giuseppe “Pippo” Civati: il più giovane tra i candidati, 38 anni, è anche quello con le idee più di sinistra. Spesso in opposizione con l’ala conservatrice del partito, è spesso la voce fuori dal coro del PD. Ben visto dagli alleati di sinistra, viene messo in ombra dalle anime forti del PD. È uno dei più intransigenti all’interno del partito. È considerato l’anti-Renzi, tanto che con il sindaco di Firenze ha in comune solo la volontà di svecchiare il partito. Tra i suoi punti principali di programma spicca il reddito minimo garantito, tema di cui nel PD non si parla quasi mai. Gli altri punti del suo programma sono politica fiscale orientata agli investimenti, investimenti nella cultura, meno burocrazia, tutela ambientale, autonomia dall’Europa, no all’austerity, politiche comunitarie sulla migrazione, riduzione del debito pubblico, investimenti nell’occupazione, rivoluzione nel modo di concepire le città in base all’energia, alla mobilità ed al rispetto per l’ambiente, obiettivo rifiuti zero, riduzione del consumo di suolo, fiscalità favorevole per gli interventi di riqualificazione energetica, aggiornamento della rete idrica nazionale, investimenti nelle rinnovabili, pacifismo, investimenti per il Sud, riforma elettorale e della pubblica amministrazione, lotta alla corruzione ed ai conflitti d’interesse, apertura a leggi pro-immigrazione regolata, riforma della legge 40 sulla fecondazione assistita, congedi di paternità, riforma dell’università, digitalizzazione.

Gianni Cuperlo: il più anziano tra i candidati, 52 anni, è l’espressione dell’ala conservatrice del partito. Appoggiato da molti “senatori” come D’Alema e Bersani, la politica di Cuperlo è orientata al continuum delle idee presentate negli ultimi anni dal PD. Tra i suoi principali punti elettorali troviamo un’Italia più forte a livello europeo, sostegno all’attuale governo, riduzione del debito pubblico, sostegno alle pensioni più basse, riforma elettorale con doppio turno, sostegno europeo all’immigrazione, aiuti per le assunzioni (in particolare giovani e donne) e sostegno al no-profit, riforma del fisco, liberalizzazione dei mercati, investimenti nel patrimonio artistico, nelle scuole e nell’università, reddito minimo d’inserimento, politiche sociali come sostegno agli asili e ai congedi parentali, revisione della spesa pubblica, lotta all’evasione fiscale con maggiori controlli e tracciabilità delle transazioni, revisione delle tasse da far pagare a chi ha di più, promozione degli investimenti stranieri in Italia, sostenibilità ambientale (soprattutto green economy e rinnovabili) con tutela del territorio, consultazione del popolo sulle grandi opere, aiuti per il Sud, revisione dei temi sulla giustizia più spinosi come la Bossi-Fini, amnistia e indulto.

Gianni Pittella: l’uomo nuovo, probabilmente il meno conosciuto tra i quattro, 45 anni, parlamentare europeo dal 2009 e da sempre nell’area DS. Il suo programma parte dalle peculiarità italiane, dalla sua cultura e dal suo patrimonio artistico. I suoi punti chiave sono quindi la riqualificazione urbana, puntare sul made in Italy, salvaguardia dei beni comuni (acqua, ambiente, ecc.) e delle persone (parità di genere e di culture), riorganizzazione del welfare per ridurre le diseguaglianze di ogni tipo, incentivi all’occupazione con il contratto generazionale, nuova gestione dei rifiuti più intelligente, miglioramento delle reti distributive (dal gas al digitale), sviluppo turistico, reddito minimo garantito, maggior comunicazione tra mondo dell’università e del lavoro, riduzione della spesa militare, sostegno al volontariato, digitalizzazione della pubblica amministrazione, sostegni alle imprese, unificare le politiche monetarie e fiscali europee.

Matteo Renzi: secondo tutti gli analisti è lui il favorito. Sindaco di Firenze, quasi 39 anni (li compirà un mese dopo le primarie), è arrivato secondo alle ultime primarie contro Pierluigi Bersani. Tra i quattro candidati è quello che riscuote più simpatie tra i giovani in quanto ha puntato molto del suo impegno politico proprio sullo svecchiamento della classe dirigente, guadagnandosi il titolo di “rottamatore”. Gran parte della dirigenza anziana del partito non è con lui, anche se negli ultimi tempi sono sempre di più quelli che lo appoggiano. Le sue idee, tra i quattro, sono quelle meno di sinistra. Le sue proposte riguardano il potenziamento dei centri per l’impiego, semplificare le norme sul lavoro riducendo il numero dei sindacati, più chiarezza nei bilanci aziendali e pubblici, diminuzione dei contributi a pioggia, sgravi fiscali a chi assume a tempo indeterminato, tutela del bipolarismo politico ed opposizione alle larghe intese, nuova legge elettorale che permetta di governare (maggioritario a doppio turno), semplificazione della giustizia, digitalizzazione, lotta all’evasione fiscale, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abolizione dell’articolo 18, riduzione del cuneo fiscale che porti in busta paga 100 euro in più al mese, dismissione del patrimonio pubblico, abolizione del patto di stabilità, abolizione delle province ed incentivi alle banche che concedono finanziamenti.

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