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Nuova Tasi, chi ci guadagna e chi ci perde

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Ogni volta che vengono introdotte modifiche alla legge fiscale c’è sempre qualcuno che ci guadagna e qualcuno che ci perde. In questo caso, quello della nuova Tasi, anche se sembra che come al solito ci perdano tutti gli italiani, pare non sia proprio così. Molto dipenderà dall’aliquota che i Comuni vorranno applicare, e dalle decisioni che il Governo sta prendendo in questi giorni. A quanto pare infatti potrebbe essere reintrodotta la detrazione per le abitazioni con i redditi catastali più bassi. Ma per una questione di quadramento dei conti, non è detto che alla fine vada in porto.

Con la vecchia Ici infatti le aliquote sotto una certa soglia non pagavano mentre con l’Imu sì. Inizialmente si era pensato di far pagare a tutti la Tasi, ma adesso Letta ed i suoi colleghi stanno pensando di modificare la legge per far risparmiare almeno quelle persone che vivono in case di poco valore e che, di conseguenza, non hanno grossi redditi. Allo studio ci sono due possibilità: introdurre la detrazione a 50 euro (cioè la Tasi sotto i 50 euro non si paga), oppure quella a 100. Nel primo caso il costo per lo Stato sarebbe di un miliardo di euro, nel secondo due. Ma vista la necessità di reperire risorse, può anche darsi che la detrazione non venga mai attuata, e così tutti si troverebbero a pagare.

Anche in questo caso però non tutto è perduto. Se i Comuni decidessero di applicare l’aliquota minima prevista dalla legge, ovvero quella dell’1 per mille, ovunque la Tasi risulterebbe inferiore all’Imu. Ovunque tranne a Palermo dove l’Imu era davvero ridicola (6 euro contro una media nazionale di 101), e dunque anche il minimo possibile costerebbe di più. In altre città grandi come Torino o Milano invece il risparmio sarebbe consistente, anche tra i 300 ed i 500 euro. A livello nazionale il risparmio sarebbe di 22 euro.

Se invece si decidesse di applicare l’aliquota massima, ovvero quella del 2,5 per mille, a questo punto in quasi tutti i Comuni la Tasi conterebbe di più. Il rincaro massimo sarebbe ovviamente a Palermo dove il costo ammonterebbe mediamente a 128 euro in più, ma sarebbe più elevata anche a Firenze (+66 euro) e a Bari (+52). Nonostante l’aliquota massima invece, risparmierebbero i torinesi, che avevano una delle Imu più alte d’Italia, con un -273 euro che fanno certamente comodo. Risparmi sarebbero previsti anche per Roma e Genova. Complessivamente in tutta Italia l’introito sarebbe maggiore di una media di 97 euro ad abitazione.

Foto: © Thinkstock

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