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Trise, cos’è e chi paga la nuova tassa sulla casa

trise

Non chiamatela più Imu. Né Ici e nemmeno Service Tax. D’ora in avanti la tassa sulla casa prenderà il nome di Trise. Anche se si tratta della stessa tassa (che in tre anni ha cambiato nome 4 volte), si tratta di una nuova imposta introdotta nell’ultima legge di stabilità che sta bene anche al Pdl. Il motivo? Loro avevano promesso di eliminare l’Imu, ma non si era mai parlato di Trise. Peccato che Imu e Trise siano la stessa cosa. Anzi, se possibile la Trise è anche peggiore perché grava anche sulle tasche degli inquilini in affitto che, in quanto tali, di certo non hanno la disponibilità economica che può avere un proprietario di casa.

Che cos’è la Trise

Ma che cosa è la Trise? Si tratta di una sorta di crasi tra la Tares, o tassa sui rifiuti, e Tasi, o tassa sui servizi indivisibili. In pratica è esattamente la Service Tax pronosticata nei mesi scorsi. La Tares una volta si chiamava Tarsu ed è sempre stata a carico degli inquilini, mentre la Tasi una volta era compresa nell’Ici ed era a carico del proprietario. Unendo queste due tasse il risultato è stato che si pagano in un versamento unico, ma anche che i proprietari di una casa data in affitto pagano meno di prima, mentre gli inquilini pagano di più.

L’importo preciso non è possibile stabilirlo perché dipenderà dalla discrezione dei Comuni, ma secondo i calcoli della Cgia di Mestre sarà leggermente inferiore rispetto alla tassa del 2012 (Imu+Tares) ma superiore a quanto pagato nel 2013 (solo Tares). La prima parte della tassa, quella riguardante i rifiuti, rimane invariata nel senso che conteranno i metri quadrati dell’abitazione; la seconda parte invece costerà un minimo dell’1 per mille sulla dichiarazione dei redditi del proprietario, anche se i Comuni potrebbero anche aumentarla fino a più del 7 per mille per le prime case ed anche oltre per le altre. Gli inquilini continueranno a pagare i rifiuti più una parte della Tasi che sarà stabilita dal Comune.

La fotografia precisa di questa nuova tassa la fornisce Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre:

Se fosse confermato l’impianto della Trise, così come abbiamo avuto modo di leggere nella bozza circolata in queste ore, rischiamo di fare entrare dalla porta quello che abbiamo lanciato dalla finestra. Insomma, dopo esserci liberati dell’Imu sulla prima casa, con la Trise corriamo il pericolo di ritrovarci una nuova patrimoniale che in questo caso colpirebbe, a differenza di due anni fa, anche gli inquilini.

Foto: © Thinkstock

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