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Legge di stabilità 2013, i 7 punti fondamentali

legge di stabilità

Questo pomeriggio il Governo dovrebbe rendere ufficiale la legge di stabilità del 2013 che, fatti salvi gli eventuali emendamenti del Parlamento, orienterà la fiscalità del Paese nel prossimo anno. Nonostante le polemiche e la crisi, ci sono interventi di rilancio dell’economia, ma anche nuove tasse e tagli. Il tutto si può riassumere in 7 punti fondamentali:

1 – Tasse e pensioni: il principio è che chi è più ricco paga di più. I pensionati sopra i 100 mila euro annui verseranno (o per meglio dire, gli verrà trattenuto dalla pensione) il 5% della parte che va dai 100 ai 150 mila euro, il 10% della parte tra i 150 ed i 200 mila ed il 15% oltre i 200 mila euro. Inoltre le pensioni oltre i 3000 euro mensili non saranno adeguate all’inflazione, mentre saranno rivalutate quelle più basse. Si stima che le pensioni sotto i 1400 euro dovrebbero vedere un incremento di circa 280 euro.

2 – Imu: l’odiata Imu viene definitivamente abolita per le prime case. Tutte le prime case. Ma verrà sostituita da una nuova tassa. Si chiamerà Trise e sarà composta da Imu+Tares. Più nel concreto si occuperà del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e di finanziare i servizi comunali indivisibili. In sostanza è la Service Tax con un altro nome, sarà pagata anche dagli inquilini e peserà sulle spalle dei proprietari di casa circa la metà rispetto a prima.

3 – Cuneo fiscale (Irpef): uno dei punti forti di questa legge è la differenza tra quanto le aziende pagano complessivamente un dipendente e quanto finisce effettivamente in busta paga. Aumentano le detrazioni Irpef sul lavoro dipendente sotto i 60 mila euro annui che si tradurrà in circa 100-200 euro annui in più in busta paga per i dipendenti.

4 – Irap: forti incentivi sotto forma di riduzione dell’Irap per le imprese che assumono dipendenti a tempo indeterminato o che trasformano i contratti precari in tempo indeterminato. Il risparmio è stimato in circa 600 euro a lavoratore.

5 – Cassa integrazione: la cassa integrazione in deroga viene finanziata per ulteriori 600 milioni di euro, quasi il doppio rispetto a quest’anno.

6 – Pensioni di accompagnamento: le pensioni di accompagnamento verranno tolte (o non verranno più assegnate) a chi guadagna più di 40 mila euro all’anno, o per chi cumula, insieme al coniuge, oltre 70 mila euro l’anno.

7 – Straordinari: riduzione del 10% degli straordinari nelle amministrazioni pubbliche. Inoltre il TFR per chi va in pensione viene corrisposto con un pagamento unico se è inferiore ai 50 mila euro, in due rate se è superiore.

A tutto ciò, tutto più o meno stabilito con certezza, andranno anche aggiunti altri provvedimenti di cui si sta ragionando in questi giorni. I principali saranno i tagli ai ministeri, ed in particolare alla Sanità che vedrà ridurre di altri 2,65 miliardi il proprio budget triennale, più un altro miliardo e mezzo che sarebbe dovuto arrivare dalle Regioni. Infine, tra gli altri provvedimenti, dovrebbero esserci ulteriori fondi stanziati per l’editoria (50 milioni nel 2014), aumento del ticket ed incremento della tassa sulle rendite finanziarie che dovrebbe passare dal 20 al 22%.

Foto: © Thinkstock

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